SUBHUMAN – Tributo Di Sangue

SUBHUMAN – Tributo Di Sangue

Informazioni
Gruppo: Subhuman
Titolo: Tributo Di Sangue
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Subsound Records
Contatti: facebook.com/subhumanmetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. Nutrimi Ancora
2. L’Atroce Scommessa
3. Fassaborto
4. In Memoria Di Me
5. Il Tuo Nome È Jack
6. Tutti i Vizi Del Presidente
7. Il Vecchio Bastardo MMXII
8. Evoluzione Inversa
9. La Profezia
10. Santo Impostore

DURATA: 39:10

L’Italia thrash c’è, eccome se c’è, non possiamo sempre e soltanto nominare la famosa triade ottantiana composta da Bulldozer, Schizo e Necrodeath, giacché sono rientrati in scena i Jesterbeast, gli Hellstorm han tirato fuori un secondo disco che è pura manna dal cielo e adesso… adesso è il turno dei Subhuman farci sbattere la testa all’impazzata con “Tributo Di Sangue”.
I Toscani dopo quel “Profondo Rozzo” che ci ha fatto sballare non poco, causando una miriade di “dediche” appassionate con la sua hit “Nata Troia”, sono ora impegnati col seguito “Tributo Di Sangue”, pronto a confermare quanto di buono espresso nel recente passato.
I Subhuman non hanno perso un granello della loro grinta, della rabbia e del fervore che caratterizzavano i pezzi del primo album, ora però sono più centrati e concentrati.
La demolizione è costante ed efficace, la proposta è martellante, si percepisce in più di un’occasione la volontà d’infrangere il muro del thrash per affondare in acque “morte”, con l’attitudine groove a supporto che diventa un tassello importante all’interno di questo suono così prestante e massiccio.

Una volta inserito il cd e alzato il volume, se non vi venisse voglia di fare headbanging con pezzi come “L’Atroce Scommessa” o di smantellare casa coadiuvati dal terremotante impeto di “Il Tuo Nome È Jack”, probabilmente sarà perché siete clinicamente morti.
Personalità? Sì, la band ne ha da vendere. Ascoltando i brani riscontrerete un modo di comporre stilisticamente non standardizzato, violenza e tecnica convivono senza essere l’una succube dell’altra; potreste prendere a esempio una qualsiasi delle tracce, nel caso specifico “Tutti I Vizi Del Presidente” che “omaggia” la figura del “Berluscao Meravigliao”. La canzone è una craniata in pieno volto, tuttavia palesa in maniera cristallina quanto siano preparati i due chitarristi Matteo Buti ed Elia Murgia, abili nel forgiare melodie, tutt’altro che “svedeseggianti” o catchy , e nel ritagliarsi spazi utili per divagare con gli assoli adornandola, quanto la sezione ritmica sia capace di arroccarsi divenendo granitica e pesante, o apportare dinamiche da capogiro, l’accoppiata che vede Federico Fulcieri al basso e Francesco Micieli alla batteria produce una prestazione assolutamente traumatizzante, sono proprio in formissima!
Il disco scorre rapido, istintivo e privo di pause, si giunge così in un batter d’occhio all’ultima “Santo Impostore”, nella quale affiora la dimensione più groovy e meno rapida a livello di esecuzione. La durata dell’album è di quasi quaranta minuti però, capirete quanto ciò la dica lunga sulla capacità di coinvolgere dei Nostri; la conclusione affidata a toni ancor più neri e minacciosi è invece la ciliegina sulla torta prima di pigiare il tasto “repeat”.
Il cantante Fabrizio “Zula” Ferzola non si è risparmiato per nulla, è una bocca da fuoco inesauribile, la foga incontrollata che contraddistingueva le sue liriche (ancora una volta è la nostra lingua madre a regnare in qualità di unica sovrana della scena) in positivo quanto in negativo in “Profondo Rozzo” è stata levigata e incanalata in un flusso acido che, mantenendo intatta la potenza, gli ha fatto guadagnare una maggiore intelligibilità e ciò non è di certo un male.
“Tributo Di Sangue” è un martello pneumatico che vi si fisserà nel cervello trapanandolo senza pietà, la produzione è fantastica, pulita, potente e moderna, eppure non suona stereotipata e sterile come quelle della Nuclear Blast, quella casa discografica riuscirebbe a serializzare anche le prestazioni di Rocco Siffredi e ruba letteralmente l’anima agli artisti.
Il Tricolore thrash sventola alla grande e i Subhuman sono da considerarsi fra le punte di diamante in nostro possesso. In definitiva, per coloro che non avessero ancora compreso l’antifona, il suddetto disco è da acquistare e divorare, sono casi come questo che ti permettono di utilizzare il motto “italians do it better” e a “Tributo Di Sangue” calza proprio a pennello.

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