SUBLIME CADAVERIC DECOMPOSITION – Sheep' N ' Guns

SUBLIME CADAVERIC DECOMPOSITION – Sheep’ N ‘ Guns

Informazioni
Gruppo: Sublime Cadaveric Decomposition
Titolo: Sheep’N’Guns
Anno: 2011
Provenienza: Francia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.facebook.com/scdmusic
Autore: Mourning

Tracklist
1. Duty
2. The Garden Of Nature
3. Repayment In Kind
4. A Flash Of Lightning
5. The Lull Before The Storm
6. We Plead Guilty
7. The Free Play Of Forces
8. Under A Visible Leader
9. The Yoke Of Slavery
10. Part Of Happiness
11. Cogs And Wheels
12. The Realm Of Fake
13. The Idea Of End
14. Phantom Of Pleasure

DURATA: 40:23

SUBLIME CADAVERIC DECOMPOSITION - Sheep' N ' Guns Gli S.C.D. (Sublime Cadaveric Decomposition) per chi è un assiduo fruitore della scena death/grind sono una realtà sì underground ma che nel tempo si è ritagliata il proprio spazio vitale. Con quattro album all’attivo, una serie di split che li ha visti condividere minutaggio con artisti quali Lymphatic Phlegm e i nostrani Cripple Bastards e quindici anni di onorata attività, continuano a farsi sentire indiavolati e in costante maturazione.
È dell’ultimo lavoro rilasciato nel 2011 e intitolato “Sheep’N’Guns” che scrivo, cosa e chi saranno mai queste pecore e chi sarà ad utilizzare le armi?
Sino al 2006 la band era totalmente folle, non scriveva testi, lasciava che il cantato si esprimesse unicamente tramite uno spietato e dissennato growl/scream che si piantava nel cervello, con “Inventory Of Fixtures” nel 2007 era arrivato il cambio di rotta e adesso? Adesso abbiamo una formazione che pesta dannatamente, che mantiene con assiduità i ritmi elevati senza fare un uso sproporzionato del blast beat e che ha ingigantito la mole di groove da riversare nei pezzi. È una sorta di carroarmato grindeggiante pronto a tranciare senza mezzi termini chiunque le si ponga dinanzi e in più ti permette una maxi scapocciatona che di sicuro non fa mai male.
Perché avere una copia originale ti permette di affrontare al meglio l’incontro con certi artisti? Beh, in tanti si lamentano che non si capisce una “sega” nel cantato di certi generi, ebbene esistono i booklet e dato che anche gli S.C.D. sono ritornati sulla “retta via”, ho la possibilità di dare quantomeno un’interpretazione al titolo spulciando ed estraendo degli stralci dai brani. Da “We Plead Guilty”: we plead guilty, a virtual god is the sheperd of a herd of sheep and blockheads, who believe in the fuckin’ unseen and try to roll back the wheel of history; da “The Free Play Of Forces”: God don’t send your son to earth, it is not a place for children; e ancora da “Under A Visibile Leader”: Heavens kingdom turned under a visible leader into the most violent despotism to impose it’s bloody oppression. È quindi abbastanza chiaro che il buon “pastore” e le “pecorelle” in agitazione siano un riferimento biblico ma è altrettanto vero che i transalpini non si limitano alla religione.
La loro è una lotta indirizzata a fronteggiare temi sociali come la repressione economica, l’instabilità della razza umana, analizzandoli tramite assalti sonori ben assestati e in alcuni frangenti anche particolarmente orecchiabili, tanto che impatto, sfrontatezza e fruibilità in “Sheep’N’Guns” sono doti facilmente riscontrabili. Se a questi aggiungiamo che le parti di batteria composte integralmente dal cantante e chitarrista Guillame hanno avuto come esecutore materiale in studio un signore che di nome fa Dirk Verbeuren (c’è bisogno che menzioni con quali band ha suonato?), capirete che la formazione ci ha tenuto e non poco a far le cose per bene.
Non starò quindi a consigliarvi un pezzo piuttosto che un altro, bensì ciò che vi suggerisco è di ascoltare l’album per intero e possibilmente inserirlo in lista acquisti dato che per un appassionato gli ingredienti per farselo piacere ci son proprio tutti.
Ah, tanto per cambiare, gli S.C.D. si sono autoprodotti, è strano che una band simile, già avviata e consolidata, sia priva del supporto di una label, ma si sa, ormai o ciuffetti o fighe dietro al microfono (che sappiano cantare o meno a quanto pare è poco importante) oppure tocca lottare e mettere il cuore in un panorama che si sta meccanizzando producendo “mostri su mostri” ormai da anni.
Per questo e per tanti altri motivi deducibili dall’ascolto di “Sheep’N’Guns” ritengo che una realtà simile meriti di girare nel vostro stereo.

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