SUBTERRANEAN DISPOSITION – Subterranean Disposition

 
Gruppo: Subterranean Disposition
Titolo: Subterranean Disposition
Anno: 2012
Provenienza: Australia
Etichetta: Hypnotic Dirge Records
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TRACKLIST

  1. Between Apes And Angels
  2. Prolong This Agony
  3. Seven Sisters Of Sleep
  4. The Most Subtle Of Storms
  5. Wailing My Keen
DURATA: 54:39
 

Terry Vainors è un musicista australiano con un bagaglio di esperienze ampio, infatti è da un po' che circola nel mondo gothic-death-doom metal ed è stato membro dei The Eternal (ex Cryptal Darkness) e degli InSomnius Dei. Oggi è entrato a far parte della famiglia Hypnotic Dirge con la sua creatura, i Subterranean Disposition, della quale è da poco stato rilasciato il debutto eponimo.

Il disco è suddiviso in cinque lunghi capitoli di doom-death melancolico totalmente devoti allo stile primordiale dei primi anni Novanta, è quanto di più genuino e similarmente affine a quel periodo ci si possa attendere, con la scuola inglese dei My Dying Bride a fornire in più di una circostanza la base sulla quale muoversi. Non è un caso che sia nell'esecuzione della voce pulita di Terry che nell'ambito atmosferico si ricolleghi alla band di Halifax.

Il viaggio desolante e dolciastro adornato da melodie semplici e frequenti attimi acustici, come avviene in "Beetween Apes And Angels", attrae per tanti motivi: vi è la delicatezza infantile della voce femminile prestata da Phoebe Pinnock in "Prolong This Agony" e "Wailing My Keen"; le strane cadenze dai suoni quasi industriali racchiuse in "Seven Sisters Of Sleep"; ci sono la sensazione e la consapevolezza di sentirsi oppressi, espresse quando meno te lo attendi in una forma progressiva che prevede la comparsa del sassofono suonato da D'Arcy Molan in "The Most Subtle Of Storms", pezzo enorme anche per la durata protratta sin oltre i quattordici minuti.

"Subterranean Disposition" vuole essere classico, pur puntando in direzione di qualcosa che fuoriesca da quel mondo antico, divenendo un ascolto non poi così diretto e assimilabile dopo un paio di giri nello stereo, anzi cresce decisamente con il passare del tempo. È un album di confine, a coloro che rimangono volutamente ancorati all'era primordiale di tale panorama musicale i vari innesti di altra natura potrebbero risultare poco concludenti; in altrettanta maniera quelli che gradiscono le esplorazioni in territori esterni a ciò che si è scelto come fondamenta potrebbero lamentarne uno sviluppo solo parzialmente riuscito. A chi consigliare un lavoro simile? A entrambe le parti.

Pur non essendo privi di difetto, i Subterranean Disposition si rivelano interessanti, possiedono spunti apprezzabili e necessitano di fiducia e passaggi nello stereo per offrirvi tutto ciò di cui sono capaci. Offrite quindi una chance all'album e dovesse piacervi, la via da seguire è sempre la solita: acquistare.

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