SUDDEN DEATH – Monolith Of Sorrow

 
Gruppo: Sudden Death
Titolo: Monolith Of Sorrow
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: Killer Pool Records
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TRACKLIST

  1. Intro – A New Strategy Of Terror
  2. Blood Wings
  3. Cancer Of A World Condamned To Die
  4. Monolith Of Sorrow
  5. Toxic Devourment
  6. Inhuman Lycanthropic Lust
  7. Vomit
  8. Reanimator
  9. Dressed By Flesh To Cover The Darkness
DURATA: 37:58
 

Chiunque segua la scena death metal italiana si è sicuramente reso conto di come stia vivendo un periodo d'oro: le formazioni che hanno fatto breccia oltreconfine sono tante e molte di queste ho avuto il piacere di recensirle io stesso per Aristocrazia (spulciando l'archivio potrete cercarle voi stessi); altre ancora si andranno ad aggiungere col tempo. Oggi è il turno dei Sudden Death, gruppo in attività dal 1998 che sembra sia riuscito a proseguire nella propria lenta ma costante fase di crescita, pur avendo affrontato qualche intoppo.

In pratica è trascorso un decennio, o poco meno, fra la pubblicazione del loro secondo lavoro "Injection Of Hate" e il rilascio di questo terzo capitolo intitolato "Monolith Of Sorrow". Sin dai primi giri nel lettore di quest'ultimo parto si può affermare che la prestazione del quintetto odiernamente composto da Gabriele e Luigi Maiolini alle chitarre, Daniel Marrocco al basso, Andrea Pro alla batteria e Luis Maggio dietro il microfono sia complessivamente migliore rispetto a quelle offerte in passato. La proposta è solida, robusta e pronta a sfoggiare una brutalità a stelle e strisce nota e sempre gradita all'orecchio (potreste utilizzare Suffocation e Dying Fetus come punti di riferimento), sviluppata in maniera tale da esaltare la consistenza della componente muscolare e groove del suono, come accade nella parte centrale della scaletta con l'accoppiata che vede susseguirsi "Monolith Of Sorrow" e "Toxic Devourment".

Il difetto di "Monolith Of Sorrow" risiede nella mancanza di brani che facciano davvero la differenza. Pur non negando il fatto che episodi come "Blood Wings", "Inhuman Lycanthropic Lust" e "Vomit", insieme alle due tracce già citate, formino un quintetto di mazzate godibilissime, ciò che sembra ancora mancare ai Sudden Death pare sia la capacità di imprimere al pezzo la propria personalità, oltrepassando la soglia della piacevole riproposizione di stilemi del genere. Tale caratteristica la si può a esempio riscontrare nei lavori di formazioni connazionali rodate come i Septycal Gorge o i più giovani Devangelic; che poi parlare di gioventù anagrafica per la band in cui militano veterani come Mario Di Giambattista e Paolo Chiti fa alquanto sorridere. A questo neo si va ad aggiungere inoltre una produzione sicuramente pulita e moderna quanto basta a rendere formalmente piacevole l'esibizione, ma che penalizza un po' la prova del basso di Marrocco.

I Sudden Death hanno affrontato questo rientro in scena a testa alta, mostrando che passione e olio di gomito sono doti fondamentali per ripartire con il piede giusto e che ne sono provvisti. Vorreste perciò negargli un ascolto? Farlo sarebbe una scelta davvero ingiusta.

 

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