SUFFOCATING IN A MANTLE OF LEAVES – Il Regno D’Inverno (CD 2)

 
Gruppo: Suffocating In A Mantle Of Leaves
Titolo:  Il Regno D'Inverno (CD 2)
Anno: 2009
Provenienza: Italia
Etichetta: Corvus Corax
Contatti: Pagina Facebook (Bianca)
 
TRACKLIST

  1. 30
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  30. 59
DURATA: 54:25
 

Analizziamo il secondo disco di questa mastodontica opera ambient, che, come già sapete, porta in musica ogni singola vignetta del fumetto “Bianca – Il Regno D'Inverno” (in questo caso partiamo dalla vignetta 30 per arrivare alla vignetta 59). Innanzitutto ci troviamo di fronte ad un lavoro complesso. Partiamo dal lato musicale dell'opera: la musica contiene molteplici influenze, che vanno da un certo tipo di ambient molto soffuso (e molto lontano dalle atmosfere dark), quasi new age, a momenti scuri con chitarre elettriche distorte all'inverosimile (sicuramente anche per colpa di una produzione non sempre all'altezza della situazione, almeno questa è l'impressione che ne ho ricevuto) che mi ricordano alcune sonorità Vinterriketiane. Inoltre possiamo notare la ricerca di armonie (o disarmonie, a seconda dei casi) sempre elaborate (non troppo però) che allontanano il lavoro da certi filoni minimali, e spesso avvicinano a frangenti quasi visual ed alla mirco-music. Si respira, per quanto riguarda le tastiere, un'aria un po' retrò, un po' anni '80. Questo è un aspetto che può essere considerato positivo, perchè porta a soluzioni insolite, ma non è facile da digerire, soprattutto per i non addetti ai lavori.
Nel complesso il lavoro si snoda non troppo fluido, e ciò non dipende dalla eterogeneità degli stili presenti in questo lavoro (che ben si amalgamano attraverso quella che è “l'atmosfera” di fondo), ma a causa di una poca omogeneità sonora. Certo, le tastiere sono sempre attente a ricreare il freddo tanto caro a molti artisti black metal ed ambient, ma manca la fluidità che si può trovare in gruppi visual quali i conterranei The Deerstalker Redux (che si muovono sempre su queste atmosfere). Sicuramente questo è un punto a sfavore, soprattutto in un'opera di questo calibro.
La scelta, e qui veniamo al lato concettuale del lavoro, di portare in musica ogni singola vignetta si è rivelata controproducente, togliendo quella continuità che sarebbe stata necessaria per entrare in un mondo innevato come quello del fumetto, spezzettato fino all'inverosimile, come se le linee bianche di ogni vignetta fossero state trasportate anche in musica. Questo non toglie comunque il valore che possiede quest'opera. Infatti ci sono molti brani, ovviamente il gran numero di tracce porta ad una certa dispersività e discontinuità anche sul piano qualitativo, che si rivelano validi ed efficaci, che ben sanno riportare all'orecchio dell'ascoltatore l'ambiente innevato (per fare qualche esempio: la traccia 39, la traccia 41, la traccia 48, la traccia 58 e molte altre).
In sostanza ci troviamo di fronte ad un lavoro molto altalenante e contraddittorio: se da un lato abbiamo una indubbia qualità nel produrre atmosfere e nel maneggiare gli strumenti dell'ambient, dall'altra ci troviamo di fronte ad una dispersività e ad una frammentazione che tolgono fascino a quest'opera.

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