SÚL AD ASTRAL – Súl Ad Astral

 
Gruppo: Súl Ad Astral
Titolo:  Súl Ad Astral
Anno: 2013
Provenienza: Nuova Zelanda
Etichetta: Pest Productions
Contatti: Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. To Cherish
  2. Amaurosis
  3. In Solitude
  4. The Clenching Void
  5. The XIXth Wave
  6. Mind's Wandering
  7. Persona I; Lunar
  8. Persona II; Solar
  9. All The Times… Forever
DURATA: 51:24
 
La Nuova Zelanda ha iniziato recentemente a ritagliarsi un piccolo spazio negli ambienti metal, gli Ulcerate sono chiaramente il nome più noto all'estero. In questo caso, però, ci troviamo in territori molto diversi da quelli della ormai nota band death metal, ci muoviamo verso le sonorità "post-black" tanto care alla Pest Productions, etichetta cinese in crescita e che inizia a vantare una discreta quantità di artisti internazionali tra le proprie file.

I Súl Ad Astral nascono come progetto del chitarrista Stephen Fortune nel 2011, la proposta si concretizza con la collaborazione di Michael Rumple, che ha contribuito con la voce e i testi. Questo disco d'esordio vide la luce già nel maggio 2012, e lo stile di Fortune e Rumple ha presto attirato l'attenzione della Pest (che produce vari altri gruppi di questo stile, come i Dopamine), portando a un'uscita fisica in digipak nel marzo 2013.

La copertina (opera dell'artista cinese Zhao Erdong) rappresenta una figura misteriosa, avvolta da uno spettrale mantello azzurro sullo sfondo di un bosco di stilizzati alberi neri, con una tecnica che ricorda la pittura tradizionale cinese. L'immagine dà quindi una direzione alle nostre aspettative, verso quella commistione di black metal con mondi evanescenti e onirici che è diventata tanto popolare da quando "Souvenirs D'Un Autre Monde" ha fatto la sua comparsa.

Bisogna dire che la traccia d'apertura "To Cherish" è di sicuro impatto e mette in mostra buona parte del potenziale di questo disco. Una strumentale di nove minuti che scorre attraverso le varie influenze in gioco, aprendo il sipario su un mondo dalle tonalità azzurrognole. La struttura concettuale del disco sembra rimandare grosso modo alla dimensione interiore che ha caratterizzato il progetto Alcest, descrivendo i pensieri che si rincorrono nella mente della voce "narrante", fino alla domanda che ci si pone in "The Clenching Void": "Why dive in the mud when you can float with stars?".

Da un punto di vista musicale, non ci si discosta molto da ciò cui ci siamo abituati negli ultimi anni della scena "blackgaze", anche se Fortune riesce a tratti a dare un'impronta più personale al proprio mondo. Il dittico "Persona" è una specie di manifesto delle influenze del duo (a tratti forse un po' disunito), nel quale anche la voce si cimenta in stili diversi: devo ammettere di preferire Rumple quando si dà allo scream anziché al pulito, che suona invece abbastanza generico.

In sostanza, l'omonimo debutto del progetto Súl Ad Astral è un disco che probabilmente gli ascoltatori del genere gradiranno, ma che difficilmente farà cambiare idea a chi non digerisce determinate sonorità. Il duo sta lavorando al momento sul nuovo album "Afterglow" e noi di Aristocrazia, naturalmente, ne seguiremo gli sviluppi.

Facebook Comments