Sulfur Thorns And Blood - 5

SULFUR THORNS AND BLOOD – 5

Gruppo:Sulfur Thorns And Blood
Titolo:5
Anno:2020
Provenienza:Italia
Etichetta:Autoprodotto
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. The Shaman
  2. The Witch
  3. The Alchemist
  4. Visionario
  5. The Warrior
DURATA:44:12

«Non so se è pazzia o genialità»
«Impressionante quanto spesso questi due tratti coincidano»

Questo dialogo di Pirati Dei Caraibi tra il rigoroso Will Turner e l’esuberante Jack Sparrow descrive molto bene le impressioni che ho avuto ascoltando per la prima volta 5, opera seconda di Ghost Of Mist, mastermind del progetto solista Sulfur Thorns And Blood di cui ben poche notizie si riescono a racimolare online.

5 ha alle spalle il solo Sulfur Thorns And Blood, uscito nel 2018, e possiede un titolo essenziale, tuttavia questa semplicità è solo apparente: infatti in ambito numerologico il 5 non solo costituisce il punto di raccordo fra la Terra e il Cielo, ma ha anche molti significati simbolici, tra cui quello di rappresentare la volontà umana e l’intelligenza. Questo potrebbe essere uno dei motivi che hanno portato alla scelta di intitolare ciascuna delle tracce del disco con il nome di una figura umana: lo Sciamano, la Strega, l’Alchimista, il Visionario e il Guerriero. L’aspetto affascinante è che i personaggi citati sono accomunati da un forte legame con la Natura, che però risulta diverso per ciascuno di loro, la cui identità viene pennellata in modo azzeccato dalle sonorità che contraddistinguono le varie tracce.

Gli assi sonori nella manica di Ghost Of Mist sono molteplici, disparati tra loro e utilizzati in modo sapiente e con cognizione di causa, in brani complessi eppure affatto ostici o noiosi. Il viaggio che si intraprende ascoltando 5 parte dalla psichedelia sognante accompagnata da digressioni ambient e ritmi tribali di “The Shaman” fino al dialogo raffinato fra tastiera e chitarra in “The Alchemist”, brano denso di un’atmosfera piuttosto cupa e dark che, per certi versi, mi ha ricordato i White Ward, passando per gli sparuti episodi di black metal fortemente melodico che appaiono in “The Witch” e “The Warrior”. Merita infne una menzione anche l’allucinata e toccante “Visionario”, che si articola in una specie di monologo tormentato sui demoni che ci attanagliano.

A conti fatti, credo che uno dei meriti fondamentali che possono essere attribuiti al progetto Sulfur Thorns And Blood sia quello di riuscire a mescolare categorie musicali e sensazioni differenti senza generare il nefasto effetto mappazzone sonoro. Non dico che 5 sia un ascolto semplice e immediato dal primo all’ultimo dei suoi 44 minuti, ma complessivamente si tratta di un album che non dispiacerà affatto a chi è appassionato di sperimentazioni e non si accontenta se non riesce a cogliere almeno cinque o sei generi differenti all’interno di un singolo disco. Quella di Ghost Of Mist sarà, dunque, pazzia o genialità? Io propendo decisamente per la seconda.

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