Summon - Helios

SUMMON – Helios

Gruppo:Summon
Titolo:Helios
Anno:2020
Provenienza:Portogallo
Etichetta:Godz Ov War Productions
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TRACKLIST

  1. Helios I
  2. Helios II
  3. Helios III
DURATA:19:57

Piccola digressione per i Summon, che dopo il convincente debutto Parazv Il Zilittv (Iron Bonehead, 2018) scelgono di aggiungere un secondo chitarrista per dare una mano al frontman Nuno Zuki, che oltre alla chitarra si occupa anche di voci, urla, strilli e bestemmie escatologiche.

Per l’occasione i portoghesi si accasano dalle parti della polacca Godz Ov War, e l’idea è quindi che Helios serva soprattutto ad aiutare il nuovo entrato D.S. a prendere le misure dell’ambiente. E quello dei Summon è un ambiente quantomai asfittico e miasmatico, che si regge su riff stortissimi e una produzione sulfurea, e ogni tanto non disdegna incursioni in territori più rumoristici al limite tra noise e industrial. Le colonne portanti rimangono sempre e comunque death metal, spesso venate di black e vicine alle putrefazioni dei soliti noti: Mitochondrion, Antediluvian e, tanto per rimanere nella penisola iberica, Teitanblood. Nessuna rifinitura dunque, nessuna finezza, ma una continua e costante ricerca di violenza e disagio, che ai lusitani riesce peraltro piuttosto bene.

Helios si presenta formalmente come un EP da tre tracce, ma nei fatti si tratta di un piccolo concept: i tre brani sono strettamente interconnessi e basati sul Liber Resh Vel Helios, uno dei testi dell’Ordo Templis Orientis, l’organizzazione religiosa di cui fece parte (e che tendenzialmente deve la sua fama ad) Aleister Crowley. I Summon giocano qui su un contrasto piuttosto singolare: il Liber Resh descrive i rituali che l’iniziato deve compiere, in particolare le lodi che deve rivolgere al dio Sole. Ecco, Helios è la lode più malata, disfunzionale e apocalittica che ti capiterà di ascoltare. Notevole.

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