SUN OF THE BLIND – Skullreader

 
Gruppo: Sun Of The Blind
Titolo:  Skullreader
Anno: 2009
Provenienza:   Svizzera
Etichetta: Avantgarde Music
Contatti:

Myspace

 
TRACKLIST

  1. Cursed Universe
  2. Lord of Mind
  3. Fire and Thirst
  4. Ornaments
  5. Vanitas
DURATA: 44:39
 

Darkspace e Paysage D'Hiver sono forse i progetti black ambient svizzeri più conosciuti aldilà dei confini elvetici. Questi due gruppi sanno rappresentare in note la freddezza spaziale e invernale, forse influenzati dalla vicinanza delle gelide Alpi che forniscono tanti spunti creativi. Visto che Sun Of The Blind è capeggiato da Zhaaral dei Darkspace, mi aspetto parecchio mentre inserisco il disco nel mio lettore. Un punto di critica alla presentazione del CD è il digi a "cassettino", sicuramente originale, ma più adatto a una versione promo. È poco solido e credo contribuisca all'usura del disco contenuto.

Le similitudini con i Darkspace sembrano limitarsi alla lunghezza delle piste che durano in media quasi dieci minuti l'una. L'acquirente del CD noterà immediatamente che il motivo della copertina è lontano dalla freddezza invernale, addentrandosi nei colori più caldi autunnali meno letargici. La temperatura tiepida traspare dai pezzi: la musica è chiara e risplende come un raggio di sole in un gelido mattino novembrino e di tanto in tanto, durante il suo lento tragitto, sfocia in tocchi Industrial. La voce appare raramente e solo in funzione di strumento fine a se stesso per sottolineare e accompagnare alcuni passaggi. Mentre i progetti citati all'inizio influiscono sull'ascoltatore sotto forma di suoni, Sun Of The Blind si mostra come un prato da cui il sole mattutino leva il velo di rugiada, ispirando l'osservatore a dare libero passo ai suoi pensieri e lasciando spazio a vane speranze. La bruma si scioglie al levare del sole, la mente dell'ascoltatore viene trasportata dalla vela di note che si divagano in diverse regioni musicali, impregnandosi qui e là di oriente.

Forse esagero affermando che questo disco sia adatto alla meditazione, ma vale la pena ascoltarlo.

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