SUNDERFEET – Nightmare For Myself

 
Gruppo: Sunderfeet
Titolo: Nightmare For Myself
Anno: 2017
Provenienza: Francia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Dying Day 
  2. No Man's Land
  3. Mushroom Fail
  4. Upset Man
  5. Death Prowler
  6. 13
  7. Spread The Word
  8. Common Aim
  9. Nightmare For Myself
  10. W.A.R.
DURATA: 53:58
 

Stoner-desert rock, che poi si fonde col grunge, che però presenta anche elementi alternative e momenti chiaramente ispirati al rock di stampo più classico: tutto questo è "Nightmare For Myself", disco di esordio per i francesi Sunderfeet, dopo l'EP "Some Garage Stuff" del 2014. Il nome Sunderfeet ha una storia interessante alle spalle, che mi auguro fortemente sia vera: si tratta della contrazione di «Sun under your feet», riferimento a quella volta che i tre componenti della band si scottarono le piante dei piedi, tentando di camminare su tizzoni incandescenti per sfuggire alla furia della tribù Wachati. Gente avventurosa, non c'è che dire!

Sarà anche il primo disco del gruppo, ma le premesse sono davvero ottime e i fan del genere non potranno non apprezzare pienamente il pezzo di apertura "Dying Day", i momenti vagamente à la "War Pigs" e gli arpeggi puliti di "No Man's Land", la psichedelia appena accennata e il concitato e lungo assolo di "Mushroom Fail". La qualità e le buone idee escono da ogni nota e, anche se ci sono influenze innegabili, sono rielaborate e fuse in qualcosa di nuovo, che riesce a conquistarsi la propria originalità senza neanche troppi sforzi.

Se "Death Prowler", con i suoi molteplici cambi di stile e di tempo, è assolutamente la mia preferita, "Common Aim" presenta squisiti passaggi che gli ZZ Top apprezzerebbero senz'altro. "Upset Man" è una sorta di ballata stoner, mentre come pezzo di chiusura troviamo "W.A.R.", nel quale il gruppo spara tutte le cartucce che ha a disposizione in un'ultima botta di energia e ritmo: non a caso, l'acronimo sta per «We Are Ready».

La vita è troppo breve per ascoltare musica brutta — ma non quella brutta che piace a noi, intendo proprio brutta brutta — e quando capita di scrivere di dischi come "Nightmare For Myself" non si può che sentirsi grati del fatto che al mondo ci sia così tanta bravura e che noi abbiamo dedicato un'oretta del nostro tempo alla fruizione di un lavoro fatto come si deve.

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