Superlynx - Electric Temple

SUPERLYNX – Electric Temple

Gruppo:Superlynx
Titolo:Electric Temple
Anno:2021
Provenienza:Norvegia
Etichetta:Dark Essence Records
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TRACKLIST

  1. Rising Flame
  2. Electric Temple
  3. Apocalypse
  4. Moonbather
  5. Sonic Sacrament
  6. Returning Light
  7. Laws Of Nature
  8. Then You Move
  9. Siren Sing
  10. May
DURATA:43:20

Electric Temple segna il ritorno dei Superlynx dopo due anni dal discreto precedente New Moon, e sempre su Dark Essence Records. Niente cambi di formazione, niente stravolgimenti particolari, ma alcune limature che le orecchie più attente riusciranno a captare fin dai primi minuti di questo dischetto cangiante e psichedelico.

La musica del trio norvegese non è mai stata complessa, ma attingendo con gusto dal rock psichedelico e dal doom metal venato di stoner i Superlynx si fanno apprezzare, per assurdo, proprio per la loro compostezza. Dico per assurdo perché fa un po’ sorridere che una band stoner-doom spicchi per l’ordine e il garbo con cui mette giù le sue note su un disco, tuttavia Pia Isaken e compagni fanno proprio questo: creano una comfort zone onirica e multicolore nella quale è facile trovare spazio per sognare in tutta tranquillità. Lo zampino definitivo, necessario per ottenere questo effetto, lo ha messo al missaggio nientemeno che Marc Urselli, uno che ha lavorato praticamente anche sugli starnuti di John Zorn, e sui dischi di personaggini tipo Mike Patton, Nick Cave e Lou Reed.

Il disco inizia più mellifluo di quanto mi aspettassi, e i brani sono costruiti per ruotare attorno alle strofe pronunciate dalla voce cantilenante di Pia. Il mood complessivo di Electric Temple, come detto, è posato, omogeneo e culla i timpani quasi quanto della buona erba rilassa i sensi. Non mancano pezzi un filo più graffianti, “Apocalypse” e “Returning Light” su tutti, nei quali la chitarra di Daniel Bakken (che suona davvero bene, occhio) si fa più ruvida e Ole Teigen picchia con maggior vigore. Ma gli episodi nei quali i Superlynx riescono meglio sono proprio quelli sospesi in un’atmosfera impalpabile e piacevole, come l’ossessiva “Laws Of Nature” e la splendida “Then You Move”, che con le sue note di piano e la voce liquida di Ole si muove come un serpente. Anche nella successiva “Siren Sing” l’ex tastierista dei DHG la fa da padrone, con due minuti e mezzo di stacco dalle pulsazioni rituali che attraversano tutto l’album e che fanno presto spazio alla conclusiva “May”, in cui le voci di Pia e di Ole dialogano in un canto d’augurio e d’amore fra le tenebre.

I Superlynx si confermano una realtà in salute e capace di fare belle cose con assoluta semplicità e calma: il loro segreto consiste nel lavorare principalmente sull’atmosfera, su un quadro ampio che ospiti le loro visioni incantate in piena libertà, perché questo è, alla fine, Electric Temple.

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