SUPREMACY – Inner Artifact Nature

 
Gruppo: Supremacy
Titolo:  Inner Artifact Nature
Anno: 2011
Provenienza:  Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. To Depart This Life
  2. Death
  3. Priest
  4. Marquise De Sade
  5. Paradise Lost
  6. Project Lebensborn
  7. La Grande Façade
  8. Maelstrom 21
  9. Overcome Thy Wounds
  10. Craving For Last Farewell
  11. Nevermore
  12. Shutdown Ritual
DURATA: 57:19
 

Sono sempre più convinto che l'Italia abbia prodotto e continui a produrre lavori degni di nota in ambito Black sinfonico, me l'hanno confermato non molto tempo fa gli Aedera Obscura e ora arriva l'ennesima prova targata Supremacy. La band di Mestre debutta quest'anno con "Inner Artifact Nature", quasi un'ora di musica che prende ispirazione dai Cradle Of Filth (quelli vecchi di "Dusk…", per intenderci).

Non sono una copia sbiadita degli inglesi, chiariamoci: le influenze sono evidenti in certi riff e nell'uso delle tastiere ("Death", "Marquise De Sade" ne sono ottimi esempi, "Project Lebensborn" potrebbe portarvi alla mente una certa "Funeral In Carpathia"), ma la proposta della band veneta è assolutamente personale e godibile. Se siete tra quelli che pensano che la rovina del combo britannico sia la voce di Dani qui potreste trovare pane per i vostri denti, il vocalist infatti non tenta assolutamente di imitarlo, cosa che più di una volta ha portato a risultati discutibili, assestandosi invece su uno scream più grave che calza benissimo al sound. Più che buona la sezione ritmica, i pattern della batteria supportati dal lavoro ben svolto del bassista sono sempre adatti al contesto; a tratti si ha l'impressione che copra un po' troppo chitarre e tastiere, ma è comunque un difetto di poco conto. Proprio questi due strumenti ci regalano dei bei momenti intrecciandosi in melodie che faranno veramente felici gli amanti di "Dusk… And Her Embrace". L'album scorre bene, soluzioni come piccole parti di voce femminile e qualche assolo qua e là e brani come "Overcome Thy Wounds" e "Craving For Last Farewell" tengono alta l'attenzione anche nelle battute finali prima che "Shutdown Ritual" chiuda il disco. Notevole anche l'attenzione dedicata all'intro e all'outro dell'album, veramente ben composti e con suoni che non hanno nulla da invidiare a band più blasonate.

Decisamente molto buono come debutto, il songwriting risulta già maturo e difetti grossi non ce ne sono; l'unico consiglio che posso dare ai Supremacy è di continuare su questa strada, il Black sinfonico ha vissuto anni abbastanza bui e ha bisogno di band come questa. Gli amanti di questo genere non faranno fatica ad apprezzare "Inner Artifact Nature", un ascolto è senza dubbio consigliato.

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