SUPREME CARNAGE – Quartering The Doomed

 
Gruppo: Supreme Carnage
Titolo: Quartering The Doomed
Anno: 2013
Provenienza: Germania
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Buried Alive
  2. One Human – 4 Pieces
  3. Cut The Head Off
  4. Fried To Death
  5. The Thumbscrew
  6. The Bubonic Plague
  7. Stroke The Hammer
  8. God Of Gore
DURATA: 36:49
 

Basta poco per farsi un'idea dei Supreme Carnage. Inserito il disco nello stereo, i primi trenta secondi scarsi di intro lasciano subito spazio a un attacco che parla una e una sola lingua: il death metal. Grosso, marcio, spesso, grondante sangue fresco. I suoni del quartetto tedesco rievocano il calore e il riffing melodico dei primi anni Novanta, ma con una pulizia e una precisione che ti aspetteresti dai Fleshcrawl di "Structures Of Death" e dai più nordici Bloodbath.

Premesse altisonanti, insomma, per quattro tizi che nessuno ha mai visto prima, eccezion fatta forse per il cantante ecuadoregno Jorge "Dragoncolmont" Solorzano, attivo già in precedenza in un paio di band minori del panorama renano (Difused e Grimblade, per la precisione); eppure il quartetto di Münster, pur nel suo piccolo, riesce a colpire nel segno. È chiaro che non siamo davanti a un disco rivoluzionario sotto alcun punto di vista, ma — se inizialmente ho accolto "Quartering The Doomed" con una certa freddezza (forse a causa della sua produzione un po' troppo levigata, dei suoi suoni un po' troppo pieni, della sua natura un po' troppo derivativa) — via via che il numero degli ascolti cresceva, mi sono ritrovato a scapocciare beatamente sulle note di "Fried To Death" senza neanche accorgermene.

Se il mid-tempo di batteria dell'iniziale "Buried Alive" può trarre in inganno e far pensare a derive thrash o death'n'roll, basta arrivare alla successiva "One Human…" per cambiare idea: il martellare della sezione ritmica si fa più compatto, la chitarra si colora di sfumature svedesi e il growl rauco e cavernoso di Jorge rimbomba che è un piacere. Certo, le puntate in cui il gruppo alza davvero i ritmi (la già citata "Fried To Death" e la conclusiva "God Of Gore" su tutte) svettano sul ritmo al trotto generale, tuttavia — come la scuola nord-mittel-europea insegna — la velocità non è l'unico mezzo attraverso il quale veicolare il proprio messaggio di distruzione e violenza; i Supreme Carnage fanno proprio questo insegnamento e ne permeano il loro debutto.

Se vi piacciono l'onestà e i binari della consuetudine, e al contrario non siete amanti del rischio, "Quartering The Doomed" è il disco che fa per voi. Stiamo pur sempre parlando di death metal, un genere che con tutta probabilità ha detto tutto quel che aveva da dire un ventennio fa e oggi campa di rendita grazie a chi riesce a trovare ancora, all'interno di un sound già sentito, arcinoto e abusato, la stessa forza e lo stesso entusiasmo delle origini.

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