SVART – Förlorad

SVART – Förlorad

Informazioni
Gruppo: Svart
Anno: 2010
Etichetta: Frostscald Records
Contatti: www.myspace.com/svartband
Autore: M1

Tracklist
1. Förlorad I
2. Förlorad II
3. Förlorad III

DURATA: 01:14:36

SVART - Förlorad Nuova uscita in casa Frostcald Records, “Forlorad” è il quarto lavoro per Svart, progetto del solo Draug, precisamente secondo album uscito in contemporanea con l’ep “Namnlos Och Bortglomd”. Partito originariamente su coordinate depressive black, il nostro con questo lavoro estende e dilata le trame sonore tramutando il depressive in funeral ed il black in doom pur non dovendo prendere questi termini perfettamente alla lettera. Poco meno di settantacinque minuti, tre brani con durata progressivamente maggiore sino ai quasi quaranta del pezzo di chisura: capirete quindi che ciò con cui vi state confrontando non è nulla di facilmente fruibile o immediato.

“Forlorad I” vive di chitarre minimali, suoni acustici, strutture ripetitive e la voce è ridotta a rare incursioni di parlato, solo nel finale la batteria sembra svegliarsi in un paio di occasioni dall’incatesimo in cui era imprigionata. Non riuscire ad addentrarsi nel mood di questo pezzo equivale a reputarlo una lunga e noiosa intro ma l’operazione non è per nulla facile, specie per chi solitamente mastica blast-beat e voci al vetriolo. Il secondo episodio nasce su di un tipico arpeggio struggente che avrete sentito innumerevoli volte in Forgotten Tomb poi l’atmosfera si fa plumbea, pesante e l’avanzare lento, finchè non giunge uno dei pochi “pieni” di sonorità, momenti in cui tutti gli strumenti suonano “a regime”. Sono passati venti minuti da quando ho premuto “play” ed ecco un growl profondo e pieno squarciare l’aria satura, il contrasto è netto: l’estremismo (vocale) del death/brutal fa irruzione sulla scena ma non può durare, infatti uno stacco riporta la situazione ad una drammatica attesa, lo sfogo c’è stato, ora però l’angoscia pian piano ritorna eppure per poco. Ecco di nuovo una linea vocale, questa volta uno screaming a smuovere nuovamente il tutto, ritmiche comprese, che lentamente si tramuta in soavi clean vocals, quasi eteree. Infine “Forlorad III” è il completamente e l’apoteosi, sia in senso positivo che negativo, del disco con i suoi quaranta minuti mette a dura prova qualunque ascoltatore proseguendo nel suo approccio minimale e riflessivo.

Nel corso della mia disquisizione mi sono mantenuto su toni quasi neutri, preferendo descrivere il disco per quello che ho ascoltato, lasciando i giudizi proprio per questa ultima sezione. “Forlorad” è un disco pesante, con il quale ci si approccia con difficoltà e le sue caratteristiche ne selezioneranno alla fonte l’audience in maniera netta. Personalmente questo tipo di suono mi annoia, mi sembra un ripetersi infinito eccessivamente carente di idee e soprattutto di variazioni sul tema però non sono così arrogante da bollare come unica e definitiva la mia visione, perciò prendete queste righe finali per quello che sono: il mio giudizio spassionato. A ognuno il proprio.

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