Svdestada - Candela | Aristocrazia Webzine

SVDESTADA – Candela

Gruppo: Svdestada
Titolo: Candela
Anno: 2024
Provenienza: Spagna
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook  Youtube  Bandcamp  Instagram  Spotify
TRACKLIST

  1. Nudo
  2. Cierzo
  3. Amargor
  4. Efímero
  5. Hilonegro
  6. Sinvivir
  7. Candela
DURATA: 33:15

Nell’esplorazione di quella fetta di sottobosco chiamata crust, mi sono imbattuto per sbaglio in questo gruppo dal nome semi-impronunciabile chiamato Svdestada e, senza girarci troppo intorno, sono finito per comprarne l’ultimo album, Candela. Senza saper né leggere né scrivere, questa piccola mina mi ha asfaltato le orecchie per diversi mesi, ormai, quindi finire a scriverne non è solo conseguenza logica della sua bontà ma anche e soprattutto un invito a prestare attenzione a questi spagnoli, specialmente se già amanti di questo sottogenere.

A metà strada tra l’hardcore più moderno e il black maggiormente melodico, gli Svdestada hanno creato il loro personalissimo insediamento privato di crust e mazzate, ritagliandosi uno spazietto molto accogliente, se anche tu non sei capace di resistere ai circle pit nonostante il giorno dopo le articolazioni iniziano a implorare pietà. Da questo punto di vista, l’ascolto di Candela te lo raccomando con qualche avvertenza.

Sette tracce per poco più di mezz’ora di musica potrebbero indurti a credere di avere davanti un disco anche abbastanza placido. Candela, ahinoi, è tutt’altro. La title track, che ti aspetta alla fine dell’ascolto, è una badilata sulle gengive da undici minuti. Cronometro alla mano, da “Nudo” a “Sinvivir” gli Svdestada si sono evidentemente impegnati per scovare i riff più urticanti e sfruttarli al punto giusto. Non ci sono ripetizioni e ripescaggi che rischiano di esaurire la bontà delle idee della formazione di Madrid: ogni passaggio è misurato e calibrato per garantire un effetto schiaffo-in-faccia ottimale.

Il crust degli spagnoli, come detto, è particolarmente melodico, ma questo non vuol dire che pecchi di plasticità o, di converso, che manchi di ferocia. Siluri come “Cierzo” e “Amargor” (che, tra l’altro, arrivano uno dietro l’altro) ti obbligano quasi a trattenere il respiro tanta la loro compulsività. Nella seconda, tra l’altro, ci sono ottime idee di chitarra che mi hanno fatto tornare in mente gli Asunojokei: volteggi al limite del post- strapieni di melodia che alla fine precipitano in caduta libera su blast beat e scream che fanno urlare le cellule del tuo corpo dalla voglia di pogare.

Se non si fosse capito, Candela, per quanto mi riguarda, è stata una scoperta graditissima. Gli Svdestada mi hanno colpito come un’RKO outta nowhere e, onestamente, sono contentissimo così. Se eri alla ricerca di qualcosa che potesse ricadere sotto l’etichetta di blackened crust, ecco il suggerimento che aspettavi. Ora non mi resta che sperare che la band di Madrid venga a farsi un giretto in Italia: non sarebbe male trovarseli su un palco da queste parti.