SYMPHONIAN – Incarnation Of Reality

Informazioni
Gruppo: Symphonian
Titolo: Incarnation Of Reality
Anno: 2011
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Endless Winter
Contatti: myspace.com/symphonianband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Forbidden (Der Apfel Aus Gold)
2. Betrayal
3. Last Words
4. Path Of A Soul
5. Silver Streams
6. Withered
7. Depressed (Lithiated)

DURATA: 48:42

SYMPHONIAN - Incarnation Of Reality In un periodo storico nel quale una fascia d’ascoltatori gotici attende con ansia l’ultima uscita dei Lacuna Coil (???), nel quale Morten Veland fra Mortemia e Sirenia ha deciso di stracciarci le palle e il power/symphonic goth degli Epica con la Simons sempre più prorompente continua a far arrapare quattordicenni in calore, c’è ancora chi si ricorda cos’era una volta questo genere.
Sono una piacevole sorpresa i Symphonian, la band ucraina è da poco entrata a far parte del roster della label russa Endless Winter che ha rilasciato il primo album dei ragazzi intitolato “Incarnation Of Reality”.
Dopo un paio di ascolti mi son reso conto che il disco e lo stile sembravano indicarmi una direzione precisa, quella che porta agli svedesi Draconian, pensiero che si è rafforzato con i successivi passaggi nello stereo e la quantità di soluzioni che li ricordano, dal modo in cui si interscambiano la voce in clean della dolce e suadente Lana Sokolova e quella in growl robusto e greve di Slava Kuz, al reparto sinfonico melancolico decadente che incide notevolmente sul comparto atmosferico del chitarrista tastierista Dmitry Merva. Incrociando “Betrayal” vi accorgerete di come la proposta sia tutt’altro che moscia o powereggiante, echi dei Paradise Lost e dei My Dying Bride percorrono il disco affiancandosi alla influenza madre e più odierna degli antecedentemente citati Draconian, la melodia la fa da padrone ma il melenso è lontano, molto lontano.
Ovviamente è difficile non percepire in più di un’occasione una sensazione di deja-vù forte, eppure i Symphonian riescono a imprimere un passo personale ai pezzi e con un’esecuzione pulita e a tratti elegante, una produzione che svolge ampiamente il proprio dovere offrendo una più che discreta resa sonora, riuscirete sicuramente ad apprezzare brani quali l’opener “Forbidden (Der Apfel Aus Gold)”, “Last Words”, “Path Of Soul” e “Depressed (Lithiated)” (bello l’organo che si staglia solenne al suo interno) trovandoli anche più freschi e piacevoli al cospetto della fanghiglia che gira sotto falsa nomea inserita in questo stile, certo è che i riffoni groove che fanno capolino in “Whitered” sono davvero inaspettati, non che ci stiano neanche male a dire il vero, però…
I Symphonian con “Incarnation Of Reality” immettono un bel po’ d’ossigeno in una scena che alle volte tende a boccheggiare e andrebbe in molti casi nominata fra quelle “modaiole” e sin troppo “commercialotte” nell’intento.
Se è questo il gothic metal che amate, quello che in parte ha saldamente ancorate in sè le radici del genere, la formazione ucraina potrebbe risultare di vostro interesse, ancor più se aveste amato le prove degli artisti tirati in ballo nel testo, non siamo su quei livelli ma chissà, magari un giorno anche loro potrebbero tirar fuori un album stratosferico? La speranza, si sa, è l’ultima a morire.

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