SYMPHONY OF SYMBOLS – Stupefying Beliefs

SYMPHONY OF SYMBOLS – Stupefying Beliefs

Informazioni
Gruppo: Symphony Of Symbols
Titolo: Stupefying Beliefs
Anno: 2012
Provenienza: Ungheria
Etichetta: Metal Scrap Records
Contatti: facebook.com/symphonyofsymbols
Autore: Mourning

Tracklist
1. Cold Season 1
2. Time Has Come
3. Cold Season 2
4. The End Of Material Life
5. Cold Season 3
6. Fire For The Body
7. Cold Season 4
8. The Fire Of Revenge
9. Cold Season 5
10. Roaming
11. Cold Season 6
12. Things That Only The Magus Knows
13. Cold Season 7

DURATA: 1:02:34

La formazione ungherese dei Symphony Of Symbols è sorta nel 1997, ha prodotto un demo intitolato “Fall Of Enigma (Horrification Rules On The Four Continents)” rilasciato nel 2003, attendendo altri nove anni prima di dare alle stampe il debutto in formato full “Stupefying Beliefs”.
La band, nella quale troviamo dietro il microfono Sándor Hajnali (cantante dei Gutted e Limb For Limb), è influenzata in maniera palese dal sound statunitense dei padrini del death oscuro quali sono i Morbid Angel, gli Immolation e i Deicide (o è meglio dire quali erano?), inoltre è possibile riscontrare la presenza di altre realtà note come Edge Of Sanity, Nocturnus, God Dethroned e la lista si potrebbe protrarre ancora dato che una delle pecche più evidenti della prestazione globale è l’eccessiva derivatività.
È vero che al giorno d’oggi nessuno scopre o inventa nulla, è altrettanto vero però che piazzare all’interno di una tracklist di tredici pezzi ben sette brani semplicemente nominati come “Cold Season” (con numero cardinale al seguito) sembrerebbe sin troppo per chiunque. Pur riconoscendone la funzionalità in qualità di “intro”, “outro” e “intermezzi”, spezzano esageratamente l’atmosfera generata dai restanti sei episodi, quelli contenenti la musica, che in qualche caso si estendono in maniera spropositata.
Se da un lato abbiamo infatti un songwriting articolato capace d’imprimere melodie malsane più che piacevoli in stile floridiano e alimentare le movenze con cambi ritmici che alternano andature al limite col respiro doomico ad accelerazioni prestanti e malevole con tirate pesanti e pressanti in stile anni Novanta, dall’altro il voler tirare troppo la corda tende a far affiorare fasi di stanca nelle canzoni dal minutaggio in doppia cifra come “Time Has Come” e “Things That Only The Magus Knows”, le quali proprio per tale caratteristica risentono più delle restanti del problema. Sembra di avere a che fare con le ultime uscite dei Vital Remains, dove Tony Lazaro e l’allora compagno d’ascia Dave Suzuki la “tiravano per le lunghe”, alle volte senza alcun motivo.
Tenendo conto che si parla comunque di una prima concreta versione di ciò che sono ora i Symphony Of Symbols, il risultato è tutt’altro che disprezzabile, probabilmente “Stupefying Beliefs” non è un disco da inserire nello stereo ogni santo giorno, una volta chiamato in causa però, da buona release operaia del genere, compie il proprio dovere. Attendendo vi sia una nuova possibilità di dimostrare che ha il suo perché, a voi decidere quando e come offrirgliela.

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