T.A.N.K. – Spams Of Upheaval

T.A.N.K. – Spams Of Upheaval

Informazioni
Gruppo: T.A.N.K.
Titolo: Spams Of Upheaval
Anno: 2012
Provenienza: Francia
Etichetta: Symbol Muzik
Contatti: facebook.com/thinkofanewkind
Autore: Mourning

Tracklist
1. Life Epitaph
2. The Raven’s Cry
3. Unleash The Craving
4. Spasms Of Upheaval
5. Through The Disgrace
6. Inhaled
7. Slumber
8. Conflict
9. Stillness Withered
10. A Life Astray
11. Cryptic Words
12. Daze

DURATA: 50:24

I T.A.N.K. (Think Of A New Kind) sono una compagine francese attiva su per giù da un lustro e con alle spalle un ep omonimo rilasciato nel 2007 e un debutto giunto tre anni più tardi intitolato “The Burden Of Will”.
Il 2012 è l’anno in cui viene pubblicato il secondo lavoro “Spasms Of Upheaval” e in termini di sound abbiamo a che fare con una proposta moderna, melodica quanto groove, un territorio ormai talmente battuto che se anche le zolle di quel terreno potessero virtualmente esprimersi credo che avremmo “il piacere” di udire una sequela di epiteti poco carini.
C’è molta ripetitività, viene portato avanti pedissequemente un concetto schematico sin troppo noto e questo col tempo ha fatto storcere il naso a tanti.
La presentazione sembrerebbe quindi non fra le migliori possibili e lo scenario è in fin dei conti quello che è, c’è però da dire che il disco dei transalpini ci consegna una formazione ben consapevole dei propri mezzi, equilibrata e per nulla svenduta, capace di confezionare brani che, pur soffrendo del fattore “già sentito”, cosa del resto inevitabile, offrono nel complesso una prestazione efficace.
I nostri inoltre sono abili nel maneggiare impatto e fruibilità, tanto che un episodio dal piglio più orecchiabile come la titletrack — nella quale filtrano parti di voce pulita, aspetto che comunque viene modulato in maniera da non divenire ingombrante e in tali occasioni il cantante Raf Pener ricorda vagamente la versione rilassata di Chad “Kud” Gray dei Mudvayne — convive con una “Inhaled”, la hit dell’album e pezzo del quale è stato realizzato un video ufficiale, nella quale il supporto aggiunto dell’ugola di John Howard (Threat Signal e sfortunatamente per lui Arkaea) apporta ulteriore sostanza a un brano che movimenta parecchio la situazione appesantendola.
L’ascolto non è trascendentale, ma alquanto gradevole, influenze classicamente svedesi di In Flames e Soilwork sono chiaramente udibili, tuttavia il songwriting risulta comunque migliore di quanto prodotto da entrambi da diversi anni a questa parte.
Scrivo di una proposta a metà fra il melodic death e il metalcore ed è quindi ovvio che di partenza possieda dei limiti stilistici che non le permettono di andare oltre lo steccato, tuttavia la fortuna dei T.A.N.K. è quella di ricorrere a tanti dei cliché del genere sviluppandoli in maniera tale che non diventino sterili sin da subito.
Il non perseverare ogni due secondi con un ritornello da “ragazzino insoddisfatto della vita” e soprattutto l’evitare di mordersi la coda infilandosi in aperture elettroniche e tendenzialmente rock, per addentrarsi in quel tunnel “alternativo” ricolmo ormai di aborti senza senso, scongiurano molti dei pericoli e le conseguenti imprecazioni papabilmente legate a essi.
L’integrità e in un certo qual modo l’ortodossia con la quale si espongono strumentalmente e dietro il microfono li premiano.
“Spasms Of Upheaval” è un album rivolto a coloro che non perdono una singola uscita del suddetto filone musicale, si attesta decisamente sopra la media delle produzioni in esso confluenti e questo è il motivo d’interesse che potrebbe condurvi a inserirlo nel lettore e a meditarne l’acquisto, dategli una chance.

Facebook Comments