T.H.E.SACRAMENT – Join Reality | Aristocrazia Webzine

T.H.E.SACRAMENT – Join Reality

 
Gruppo: T.H.E. Sacrament
Titolo:  Join Reality
Anno: 2010
Provenienza:  Russia
Etichetta: Fono Ltd.
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TRACKLIST

  1. Tvoĭ Mir
  2. Pod Maskoĭ
  3. Yesli By
  4. Bezdna
  5. Kosmicheskie Tarakany / Space Cockroaches
  6. Live In Me
  7. Podium
  8. Dangerous
  9. Black'n'White Pics
DURATA: 38:53
 

Dopo il debutto "The Sobering Cold", i russi T.H.E.Sacrament tornano con un doppio ep intitolato "Join Reality". La band suona un Gothic Metal che non aggiunge niente di nuovo al genere, si limitano a seguirne i canoni, ma pur essendo un amante delle sperimentazioni più assurde sono il primo a dire che in questo ambito è già tanto trovare qualcuno che lo faccia bene. Ed è proprio questo il caso: niente voci liriche, niente tastiere esagerate, niente roba simil-Nightwish spacciata per gotica, sembra quasi un miracolo ma è la realtà.

L'album è diviso in due parti, nella prima sono presenti quattro tracce cantate in russo e nella seconda troviamo le stesse in inglese e in ordine inverso; ad intervallare le due metà abbiamo una traccia strumentale (non è un caso che abbia il doppio titolo in entrambe le lingue).

È un sound catchy e molto melodico ma che non disdegna una certa aggressività, specialmente nelle chitarre; anche la voce di LoraSS nelle parti più pesanti si assesta su toni più forti rispetto ad altre colleghe del genere che invece puntano più su una vocalità (a volte troppo) angelica. La sua performance è decisamente sopra la media, le sue linee sono ben strutturate, "Live In Me" e "Black'n'White Pics" ne sono due validi esempi. I synth svolgono per lo più una funzione di background, qua e là si sentono note di piano o addirittura brevi e leggere incursioni elettroniche ad arricchire la proposta, come nella strumentale "Kosmicheskie Tarakany/Space Cockroaches". A proposito di questa traccia, è da ricordare il lavoro del bassista che ci regala delle belle parti.

Un piccolo appunto va fatto alla batteria, non perchè sia fuori luogo o banale, i pattern sono canonici ma comunque azzeccati; semplicemente perchè in alcune fasi i piatti suonano un po' troppo alti, questo tipo di suono necessiterebbe di una produzione molto pulita ma è un difetto trascurabile dato che la band è ancora agli inizi. Una nota positiva va invece assegnata agli assoli, molto piacevoli nel contesto.

Nel complesso il disco raggiunge la sufficienza e va anche leggermente oltre, con un po' di lavoro i T.H.E.Sacrament possono diventare una realtà più che valida; ce ne fossero di band così nel genere, anzichè essere sommersi da cloni mal riusciti di After Forever e simili.