TAIGA – Gaia

 
Gruppo: Taiga
Titolo: Gaia
Anno: 2015
Provenienza: Russia
Etichetta: Symbol Of Domination Productions / Metallic Media
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TRACKLIST

  1. Ледяная пыль
  2. Молитва
  3. Грязь
  4. Gaia
  5. Велиал
  6. Мёртвое море надежд
  7. Тело
  8. Мечта
  9. Прошлого шрамы
  10. Outro
DURATA: 01:11:06
 

Al nome Taiga il mio cervello risponde immediatamente con «Toradora!», ma con mio sommo dispiacere devo notare che è solo un caso di omonimia. Il gruppo che mi ha ingannato scegliendo di chiamarsi in questo modo proviene dalla Russia e ha nella sua formazione Nikolay Seredov, musicista di cui abbiamo parlato recentemente grazie al suo progetto solista Funeral Tears. Considerando il personaggio in questione, non è difficile immaginare che la musica contenuta nel secondo album di questo duo renderà vano il mio patetico tentativo di sdrammatizzare in apertura.

Il frutto della collaborazione tra Nikolay e Andrey Chernov è infatti un Depressive Black Metal che non si discosta troppo dagli standard del genere, incarnandolo anzi in ogni sua caratteristica e aggiungendo solo lievi tocchi personali sufficienti a renderlo interessante. Punto di forza della proposta è il suo lato strumentale, in particolare il riffato che non brillerà per originalità ma risulta sicuramente efficace nel generare sensazioni drammatiche e angoscianti; che siano le chitarre acustiche di "Грязь" e "Тело" o il tremolo di "Ледяная пыль" e "Мечта", il lavoro delle sei corde è indubbiamente buono. Altro elemento positivo è costituito dalla batteria elettronica ben programmata: i ritmi sono prevalentemente cadenzati e apatici, quando però è necessario accelerare il compito viene svolto tramite l'uso della doppia cassa o addirittura di qualche blast beat; i suoni delle percussioni sono sempre adatti alla situazione — specialmente il rullante deciso e robusto — e soprattutto non sembrano per niente finti. Il basso lavora perlopiù in sottofondo, però è ben udibile e possente nei passaggi più lenti. Per quanto riguarda la voce, lo scream segue solitamente lo stile lamentoso e disperato tipico del DSBM; non ci troviamo di certo di fronte al miglior cantante di questo tipo, tanto più che l'eccessiva monotonia a tratti suona leggermente fastidiosa, ma in generale la prestazione è più che sufficiente.

"Gaia" scorre effettivamente senza grosse sorprese, facendo leva costantemente sulle peculiarità di cui abbiamo parlato finora e su composizioni coerenti e solide; tuttavia la proposta non risulterebbe molto godibile se non fosse per la presenza di alcune idee e variazioni che riescono a portare il disco qualche gradino più in alto. Una trovata che noterete abbastanza in fretta è l'inserimento di campionamenti di onde del mare che segnano il passaggio tra una traccia e la successiva; considerando la copertina viene naturale pensare che gli oceani abbiano un ruolo nel concept di questo lavoro, ma purtroppo tutto ciò che che leggo dal materiale fornitomi è una serie di caratteri cirillici difficilmente decifrabili, per cui prendete questa mia affermazione con le pinze. Altri segni di varietà giungono dalle chitarre acustiche citate in precedenza, che fanno la loro comparsa qua e là, come anche la voce pulita di "Прошлого шрамы" e non solo; in "…", invece, si può notare la presenza di una registrazione di quella che sembrerebbe una messa per tutti i suoi sette minuti.

Un album come questo rappresenta perfettamente le potenzialità di un genere che spesso è stato sottovalutato proprio da chi lo suona, da musicisti troppo impegnati ad apparire depressi dando ben poca attenzione alla sostanza; al contrario, in questo caso la cura verso la musica è evidente grazie a una produzione non perfetta, ma che riesce a dare importanza a ogni strumento. La durata inoltre può sembrare eccessiva e potrebbe effettivamente esserlo nel caso non foste dell'umore giusto, i settanta minuti però scorrono senza troppi intoppi grazie allo stile compositivo semplice che mantiene una certa continuità. "Gaia" non consentirà ai Taiga di entrare nell'Olimpo del DSBM, però è senza dubbio un disco ampiamente apprezzabile da chiunque ami il Black Metal in generale.

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