TALBOT – Eos

TALBOT – Eos

Informazioni
Gruppo: Talbot
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Mourning

Tracklist
1. Threshold
2. Cayenne
3. Observer X
4. Eos
5. Combat Zen Speech
6. The Van Of Pleasant Living
7. Coach

DURATA: 43:42

TALBOT - Eos Il doom dilaga, la voglia di cimentarsi con sonorità grevi e dilatate sembra essere diventata una droga che scatena i sensi piacevolmente in qualsiasi parte del nostro pianeta.
Di questa nuova ondata di seguaci dediti a musica che fa dello stoner, della psichedelia e dell’anthem doomico i propri vessilli fanno parte anche i Talbot.
Il duo estone, formatosi nel 2003, ci mette un po’ a carburare dando vita al primo ep “Tundra” solo cinque anni più tardi, seguito dal singolo “Combat Zen Speech” che ricoprirà il ruolo d’apripista per l’uscita del full “Eos”.
Vi troverete a fronteggiare un platter caratteristicamente richiamante Electric Wizard, Sleep, i nostrani Ufomammut e infarcito di una psichedelia acido spaziale intensa, un po’ come se avessero frullato Hawkwind e Pink Floyd dando come colpo di grazia una bella shakerata violenta.
Quasi quarantacinque minuti che vanno offrendoci con lo scorrere dei brani dai classici passaggi scuri e massicci a vere e proprie oasi di calma e relax dove la mente è libera di vagare. Non vi è una traccia che domini sulle altre, questo perché il disco è stato elaborato in modo che le canzoni più lunghe come “Cayanne” e “Combat Zen Speech” sfruttino al meglio gli assist che gli episodi più brevi posti a ponte forniscono sin dalla iniziale “Threshold” o la titletrack “Eos”, si viene così a creare un effetto armonico a livello sensoriale, questo fa sì che l’ascolto sia fluido e aggraziato anche quando le pachidermiche impronte dai tratti stoner evidenti s’impongono.
Per essere una release autoprodotta i ragazzi han realizzato un gran bel lavoro, sia dal punto di vista esecutivo dove Magnus Andre (basso, voce e synth) e Jarmo Nuutre (batteria, programming e voce) si gestiscono e coadiuvano egregiamente, sia per quanto riguarda il suono che pulito e bilanciato dona risalto soprattutto alle corde del basso che più e più volte incantano divenendo spesso e volentieri uno dei punti focali d’attrazione, merito anche questo che rimane in casa visto che della registrazione e del missaggio se n’è occupato lo stesso Andre.
Come bravi artigiani hanno modellato fase dopo fase la creatura, il risultato che n’è venuto fuori è “Eos”, una marmitta che ribolle colma di buona musica pronta a farsi gustare dagli appassionati del genere o da chiunque abbia bisogno di fuggire dalla terra cercando riparo in spazi sconfinati in cui perdersi, lasciando ad altri comuni mortali la noia della normalità statica.

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