TALBOT – Scaled

TALBOT – Scaled

Informazioni
Gruppo: Talbot
Titolo: Scaled
Anno: 2013
Provenienza: Estonia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/talbotmusic
Autore: Mourning

Tracklist
1. Spectral Express
2. EgoMine
3. Delta
4. Shadowbird
5. Scaled
6. Hallelucinogen

DURATA: 44:10

Vi ricordate del duo estone Talbot? Se non aveste nessuna informazione relativa a questo nome, potreste iniziare a conoscerlo leggendo la recensione del debutto rilasciato nel 2010 intitolato “Eos”. Quell’album fu un bel fulmine a ciel sereno, una di quelle sorprese che non dimentichi perché: viene da una terra che in fin dei conti non ha un numero di band così elevato; mi fornì una scossa doom / sludge notevole, con le sue frizioni fangose che sembravano lottare gradevolmente con gli influssi “drogaticci” della psichedelia, anche nella sua forma space.

A tre anni di distanza da quella produzione è stato finalmente dato alle stampe il secondo capitolo discografico, il lavoro contiene sei pezzi, è intitolato “Scaled” e ancora una volta Magnus Andre (voce, basso e sintetizzatore) e Jarmo Nuutre (batteria, elettronica e voce) si muovono all’interno del mondo dell’autoproduzione (evviva le etichette che dormono!). La loro bravura ha fatto in modo che non dovessero alterare in maniera sostanziale la proposta del primo nato per accrescere i valori, noterete così molti punti di contatto fra i due dischi, ma il carattere che ne alimenta le azioni, seppur in parte, è differente. “Eos” era un pachiderma pronto a modificare il suo passo in corsa, senza che tuttavia l’ambientazione diminuisse il suo carico greve, “Scaled” invece pare essere più incentrato sul liquefarsi, vi è una sorta di ritualità, un misticismo psych che ripetutamente assume il controllo della situazione, incanalando vibrazioni che assuefanno in “EgoMine” e “Hallelucinogen”.

La chiave di volta sta a mio avviso nella maggior capacità di contorcersi, forzando meno sulle caratteristiche fisiche; con l’apertura ribassata nei toni — ma pur sempre estremamente rivolta allo stile da “viaggio” — di Spectral Express” il segnale può essere colto. È comunque solo di passaggio in passaggio che ci si addentra in quelle nebulose composte da sensazioni contrastanti fatte di allucinazione e sconvolgimento (l’ottima “Delta”), alterazioni costanti d’umore (“Shadowbird”, a tratti roboante) e sofferenti deliri che si elevano attraverso lo svolgimento ritmico dei pezzi (“Talbot”), arrivando a creare una connessione fluida e duratura.

Gli artisti in questione sono fin troppo preparati per rimanere ancora così poco noti nel giro che conta. La produzione a cura di Magnus, che per la creazione del master ha ricevuto la collaborazione di Taavi “Taff” Aavik, ha apportato quale unica modifica rispetto al recente passato l’incremento della definizione e della pulizia nel suono. Della copertina invece si è occupato nuovamente Jarmo, dando vita a un’opera semplice per gradazioni cromatiche scelte (sono stati usati il bianco, il nero e il grigio) e simbologia annessa; cosa voglia significare di preciso magari lo chiederemo direttamente a loro.

Altro giro, altra corsa: selezionate una destinazione, aprite il cassettino del lettore, inserite “Scaled” e allacciandovi le cinture preparatevi a raggiungerla, lasciandovi alle spalle la tediosa “quiete” che spesso ridimensiona la nostra libertà d’espressione. Utilizzate come tramite i Talbot e la loro musica, il viaggio in loro compagnia non è dispendioso e soddisfa intensamente.

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