TALCO – Gran Galà

TALCO – Gran Galà

Informazioni
Gruppo: Talco
Titolo: Gran Galà
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Destiny Records
Contatti: facebook.com/talcopatchanka
Autore: Mourning

Tracklist
1. Gran Galà
2. La Mia Città
3. San Maritan
4. Danza Dell’Autunno Rosa
5. La Roda De La Fortuna
6. La Macchina Del Fango
7. All’Adunata Del Feticcio
8. I Giorni E Una Notte
9. Dai Nomadi
10. La Veglia Del Re Nudo
11. A Picco
12. Teleternità
13. XIII
14. Ancora
15. Un’Idea

DURATA: 43:38

Premessa: il sottoscritto apprezza molto il punk, ma non è un appassionato né di Ska né di Patchanka. Chiusa premessa: iniziamo a parlare dei Talco.

Nel momento in cui ho aperto un pacco promozionale arrivato nelle mie mani, e fra i vari dischi mi sono ritrovato “Gran Galà” dei Talco, non sapevo nemmeno chi fossero questi nostri connazionali. Internet per fortuna in tal senso ti da una mano e cercando sono venuto a scoprire che i musicisti di Marghera sono una band avviata, che questo è il loro quinto capitolo discografico e la musica prodotta sinora ha ricevuto ottimi riscontri anche al di fuori dei confini della nostra Penisola, a quanto pare è particolarmente gradita in Germania.

Una volta inserito il cd, lo lascio scorrere nella sua interezza per le prime due o tre volte, tenendo il libretto in mano per provare ad assimilare il più possibile sia le note che le parole. Probabilmente se non l’avessi fatto, e mi fossi soffermato soltanto sull’aspetto musicale, avrei sottovalutato la proposta di una formazione che schietta descrive l’Italia odierna per quello che è: una Nazione allo sbando, che ha subito e continua a subire le prepotenze messe in atto dalla politica e da un sistema mediatico disinformativo e culturalmente balbuziente. Sì, probabilmente sarei stato traviato dalle ritmiche coinvolgenti, dalla voglia di fare ballare che i pezzi emanano, tuttavia il divertimento che ne deriva cela messaggi seri e che per quanto ormai dovrebbero essere noti e stranoti all’italiano costretto a vivere nell’epoca del gossip, della maldicenza e della vendita dell’immagine e della dignità, trattate come merci di scambio di poco valore (“Danza Dell’Autunno Rosa”, “La Macchina Del Fango” e “La Veglia Del Re Nudo”), sembra vengano messi di lato alla fine della giornata, ricordandosene solo nella successiva, con l’amarezza che si prova per una scoperta avvenuta sul momento. Una memoria labile, o di convenienza se preferite, che ci è costata cinquant’anni di ladrocinio autorizzato a favore di una congrega di malfattori coperti dal mantello di “Superman” del loro incarico istituzionale e a ciò che alle loro azioni ovviamente è connesso.

Intensi e critici come il De Andrè che fu, in parte menestrelli alla Branduardi e intelligentemente scanzonati alla Meganoidi, i Talco racchiudono in quasi tre quarti d’ora una gamma d’emozioni ampia, infoltendo il sound di pregevoli aperture folcloristiche nelle quali s’inseriscono violino, fisarmonica, tromba, sax, mandolino, banjo e bouzouki. C’è spazio inoltre anche per la malinconia sofferta di “Dai Nomadi”, così fra un ritornello e l’altro che ti si stampa in testa, il disco gira e ripete la sua corsa ormai da un po’.

Il modo di esporre temi importanti, evitando la caduta di stile di una svendita in cui l’unica opzione d’acquisto è il cliché, fa di “Gran Galà” un’ottima prestazione, capace di convincermi seppur io sia parecchio lontano dal suo “credo musicale”, sono quindi certo che gli appassionati del genere saranno già informati sulla nuova uscita dei veneti e l’avranno anche divorata. Estendo però il consiglio di venire a contatto con la band a tutti coloro volessero ascoltare qualcosa che differisse da quanto sono abituati a fruire: date un’occasione ai Talco, magari non diventeranno mai un pallino o una presenza fissa all’interno delle vostre selezioni musicali, ma il tempo speso in loro compagnia sarà costruttivo oltre che gradevole. Basta per rischiare, no?

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