TANK86 – Rise | Aristocrazia Webzine

TANK86 – Rise

Informazioni
Gruppi: Tank86
Anno: 2011
Etichetta: Rising Magma
Contatti: www.myspace.com/tank86rock
Autore: Mourning

Tracklist
1. Barrosphere
2. Axe
3. Saint Piran
4. Apparat
5. Gottes Krieger
6. Black Lake
7. Infidel
8. Dying Mountain

DURATA: 48:01

TANK86 - Rise I Tank86 sono una formazione olandese dedita a un stoner/metal di pregevole fattura e che ha scelto di produrre il proprio album di debutto “Rise” in veste unicamente strumentale.
Si sono fatti le ossa “on the road” spalleggiando in sede live band del calibro di Monster Magnet, Karma To Burn e Dozer e ciò che adesso propongono nei cinquanta minuti suddivisi in otto tracce è un’esibizione divisa in maniera equa fra una muscolarità possente fatta di riff acidi e profondi grazie a un sound che generalmente mantiene toni scuri e rilascia un sapore aspro, caratteristica che potrete riscontrare in brani come “Apparat” e “Dying Mountain”, e divagazioni metalliche di tutt’altra fattezza e forma supportate da un buon comparto atmosferico come collante fra le due aree sonore.
La forza della band sta nel fatto di offrire un platter oltre che vario, dinamicamente tumultuoso, è infatti possibile notare come certe peculiarità del thrash dei Machine Head prima epoca, quando il groove di Flynn e soci era degno di tale nome, vengono inserite in composizioni che attingono da un background che soprattutto per lo sviluppo delle chitarre e dell’operato dietro le pelli sembra ricondurre a gente come gli High On Fire mentre l’affondo sludge è sempre lì imboscato nell’angolino pronto a farsi vivo quando meno uno se l’aspetti colpendo con severa decisione.
L’approccio con cui attaccano, si sferrano contro l’ascoltatore è alquanto vario e se le partecipazioni di Peter Van Elderen (Peter Pan Speedrock) e Tommi Holoppa (Dozer) non fanno che alzare ancor più il livello già alto per valore e consistenza di “Rise”, quello che mi chiedo è: come mai non li ho incrociati prima?
Sono veramente quasi impossibili da trovare i momenti che vanno a vuoto, dall’opener “Barrosphere” con un riffing iniziale “piglia tutto” passando per “Axe” e il suo trascinante assolo, flagellandovi di piacere con una brevissima e “apriposteriori” “Gottes Krieger” che condita da apparenti attimi di calma si appresta a prendervi a calci senza pensarci più di tanto sino ad arrivare a immergervi nella acque gelide e dai tratti melancolici/schizofrenici di una “Black Lake” double face prima che la già citata “Dying Mountain” chiuda il cerchio.
Due riflessioni diverranno certezza incastonandosi e poi scomparendo nella vostra mente: A) vi verranno in testa non so quanti altri act da cui i Tank86 abbiano potuto trarre ispirazione, B) ve ne dimenticherete quasi subito assorbiti nuovamente dalle note di un “Rise” devastante.
La produzione è fantastica, ben dosata sia in potenza che pulizia, altro tassello che s’incastra alla perfezione nel puzzle ben confezionato che gli olandesi hanno creato..
Se siete fan dello stoner in genere, se quello a tinte metalliche vi piace particolarmente, se quello strumentale v’intriga ancora di più, non ci sono scuse per mancare l’acquisto di “Rise”, è ciò che desiderate servito su di un piatto d’argento.