TANTAL – Ruin / На Kраю

 
Gruppo: Tantal
Titolo: Ruin / На Kраю
Anno: 2017
Provenienza: Russia
Etichetta: Mazzar Records
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TRACKLIST "RUIN"

  1. Constant Failure
  2. Denial
  3. Torn Inside
  4. Drained
  5. Torpid
  6. A Hopeful Lie
  7. Low
  8. Ruin
  9. Tears Of Yesterday
  10. The Awakening
DURATA: 48:44
 

TRACKLIST "НА КРАЮ"

  1. На Kраю
  2. Не Cмотри Hазад
  3. Взамен
  4. Объятья Пустоты
  5. Отпустить
  6. Не Дышать
DURATA: 29:15
 

Se non vi ricordate i Tantal, potrei suggerirvi di leggere il primo articolo scritto otto anni fa per il loro debutto "The Beginning Of The End", ma ritrovereste solo parte di ciò che i Russi sono diventati nel corso degli anni, come dimostrato da "Ruin".

La formazione della rientrante Sofia Raykova, sostituita al microfono in "Expectancy" (2014) da Milana Solovitskaya, ha mollato la presa, divenendo meno thrash e limitando i rimandi al panorama death metal melodico. Ha preferito puntare a un suono maggiormente gotico e progressivo, non sorprende perciò che la voce pulita sia divenuta predominante, limitando fortemente l'uso del ringhiato, mentre in passato il cantato mi era risultato spesso troppo orecchiabile in relazione alla musica proposta.

Nel disco la fruibilità di certo nu metal e metal moderno ha avuto la meglio sull'aggressività dei generi più estremi, continuando il percorso già intrapreso. Se da un lato i muscoli non sono stati messi totalmente a riposo (ascoltate a esempio "Constant Failure", "Torn Inside" e "A Hopeful Lie"), dall'altro il versante atmosferico e le cadenze malinconiche sono state incanalate in composizioni tutt'altro che facilone, arrangiate con gusto, fornite di un discreto groove e condite in maniera adeguata da intrusioni di tastiera ed elettronica (si veda "Denial") che ne rafforzano l'appeal di stampo moderno. La scaletta presenta così brani dolciastri quali "Drained", "Torpid", "Low" e "Ruin" (di cui esiste anche una versione in russo) nei quali la melodia è l'arma vincente; altri in cui la chitarra acustica è una presenza invitante come "Tears Of Yesterday e la conclusiva "The Awakening"; infine talvolta appare pure una connesione con il rock (nella stessa "Drained").

A livello strumentale, la prestazione dei chitarristi è notevole, abili nel tessere le trame più prog così come nei frangenti solisti; anche il comparto ritmico si rivela altrettanto valido, rifinendo e picchiando quando serve. È un peccato però che ben tre degli elementi coinvolti nel disco, fra cui i membri storici Vyacheslav Gurovoy (batterista) e Alexandr Strelnikov (chitarrista), siano ormai degli ex, motivo per cui sarà necessario osservare il contributo che i nuovi componenti sapranno fornire al chitarrista e pilastro Dmitriy Ignatyev.

Tirando le somme, "Ruin" è un album maturo, figlio di un'evoluzione precisa. È stato ben prodotto, ben confezionato (il digipak apribile è decisamente piacevole da guardare), dotato di una grafica curata e arricchito inoltre da un secondo cd, contenente una versione ridotta e interpretata in madre lingua dello stesso disco, un ep intitolato "На Kраю". Difficilmente i Tantal andranno giù a chi ama le correnti estreme e i suoni più pesanti né tantomeno faranno fare i salti di gioia a chi si era affezionato alla band ai tempi di "The Beginning Of The End", avendo optato per soluzioni che allargano il bacino di utenza, con criterio e risultati piacevoli. Se fra i vostri ascolti però spesso e volentieri fanno capolino formazioni guidate da una cantante e vi piace il metal ibrido, allora l'incontro con il gruppo russo dovrebbe risultarvi tutt'altro che spiacevole.

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