TARDIGRADA – Emotionale Ödnis

 
Gruppo: Tardigrada
Titolo: Emotionale Ödnis
Anno: 2016
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Eisenwald Tonschmiede
Contatti:

Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. I
  2. E Sturm Zieht Uf
  3. II
  4. Die Wand
  5. III
  6. Erschöpft
  7. IV
  8. Emotionale Ödnis
  9. V
  10. Verfall
DURATA: 60:19
 

Il depressive black metal ha spadroneggiato per buona parte degli anni Zero: prima del blackgaze, del black atmosferico e delle sue derive spaziali, un sacco di gente, fondamentalmente, imitava Burzum. Poi, pian piano, il fascino per i pezzi da dieci minuti e le urla disperate si è modificato: Judas Iscariot ha chiuso i battenti, i Nyktalgia sono stati poco più di una meteora, i Forgotten Tomb ora fanno tutt'altro, e la lista potrebbe essere lunga. C'è quindi discreto interesse, bisogna ammetterlo, per il debutto dei Tardigrada.

Segnalammo il trio quasi cinque anni fa, quando vi parlammo di "Widrstand"; da allora, per quattro anni e mezzo, gli Elvetici hanno lavorato lontano dai riflettori, confezionando certosinamente il loro debutto su lunga distanza, uscito a autunno inoltrato per Eisenwald Tonschmiede, che recentemente tra le edizioni in vinile di alcune uscite Avantgarde, il debutto dei Pillorian, qualche ristampa azzeccata (Mörk Gryning e Forteresse, per dire) e altre cosette si sta facendo notare sempre di più. E l'etichetta tedesca, dando alle stampe "Emotionale Ödnis", piazza un altro colpaccio: sicuramente uno degli episodi meglio riusciti del black metal annata 2016. Cinque brani tra gli otto e i dodici minuti, intervallati da altrettanti brevi interludi, sono la mappa di questa «Desolazione Emozionale» di cui non è dato sapere molto più che i titoli dei momenti che la compongono, visto che i testi non sono stati resi pubblici, ma che dal susseguirsi dei brani potrebbe benissimo essere un concept album.

A livello musicale i Tardigrada riescono benissimo ad attualizzare il tipico sound depressive alla seconda metà degli anni '10: brani lunghissimi con produzione pastosa e urla soverchianti, blast beat dilaganti — ma volti più a trasmettere sofferenza che rabbia — eppure melodie terribilmente azzeccate, trascinanti, mai ripetitive e vicine alle correnti più recenti del genere, appunto quelle ibridazioni post- e atmosferiche che tanto ci piacciono. E che riff: l'attacco di "Verfall" è un concentrato di trùezza come non si sentiva da tempo, la struttura della titletrack è sorretta da melodie che potrebbero dare sfoggio di sé su qualsiasi disco uscito tra la California settentrionale e la British Columbia negli ultimi dieci anni; in sostanza ce n'è davvero per tutti.

Merita infine una menzione il sempre bravo illustratore statunitense Misanthropic Art, che regala una notturna e desolata illustrazione del muro ("Die Wand") che i Tardigrada costruiscono all'interno del loro lavoro. Bravi, bravi, bravi.

Facebook Comments