TARTHARIA – Bleeding For The Devil / Flashback – X Years In Hell

 
Gruppo: Tartharia
Titolo:  Bleeding For The Devil / Flashback – X Years In Hell
Anno: 2014
Provenienza: Russia / Finlandia
Etichetta: Phantom Pain
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TRACKLIST "BLEEDING FOR THE DEVIL"

  1. Metal Salvation
  2. Bridges Burning Memories
  3. Bleeding For The Devil
  4. Satisfactory Suffocation
  5. Never Too Late
  6. Prime Evil
  7. Half A Sense
  8. Mission Failed

TRACKLIST "FLASHBACK – X YEARS IN HELL"

  1. Erotic Mutations
  2. Abstract Nation
  3. Stand In The Wind
  4. WarLife
  5. As Ever
  6. Behind The Dawn
  7. Abnormal Sense
  8. Rape You Alive
  9. Unfear
  10. Crowned By Name
  11. Horror Without Name
  12. Over The Top
  13. Breaking The Gates Of Hell
DURATA: 34:56 / 45:52
 

I Tartharia, più che una band, sembrano un collettivo: membri che vanno, membri che vengono, una fondazione in terra russa, poi lo spostamento in Finlandia, album pubblicati a distanza di due o tre anni l'uno dall'altro, poi nel solo 2014 due album e una compilation con rarità e inediti…

Qui si vuole descrivere proprio uno dei due album, "Bleeding For The Devil", e la compilation "Flashback – X Years In Hell": cosa affatto facile. Esattamente come per tutti gli altri aspetti che li riguardano, i Tartharia non hanno le idee molto chiare nemmeno quando si tratta di mettere su disco le proprie idee. Se infatti da un lato è lecito aspettarsi che all'interno di una compilation che copre oltre dieci anni di carriera di un gruppo ci siano delle differenze (anche piuttosto nette) tra i diversi brani, anzi queste differenze sono il segnale di un'evoluzione da parte della formazione, è altrettanto vero che un brano datato 2011 ("Over The Top") che sembra melodeath tendente al metalcore più moderno e il precedente del 2005 di stampo melodeath-groovy ("Horror Without Name"), quando confrontati con il recente "Bleeding For The Devil" e il suo thrash-melodeath-groove, lasciano l'ascoltatore piuttosto interdetti.

Perché, fondamentalmente, i Tartharia non hanno freno, non pongono limite alla propria creatività, ma sembrano non avere nemmeno alcuna bussola a disposizione, in preda di una navigazione a vista che li porta un po' qua, un po' là, ma mai da nessuna parte veramente. Di certo i cambi di formazione non giovano, far convivere personalità sempre diverse dev'essere ben più difficile a dirsi che a farsi, tuttavia nel caso della formazione attualmente di stanza a Lappeenranta è davvero difficile riuscire a trovare un filo conduttore che riesca a dare coerenza al grande marasma musicale che da essa scaturisce. Tentare di analizzare singolarmente i brani è un'operazione del tutto priva di significato in questo caso, perché il gruppo può benissimo inaugurare un album con un brano melodeath danzereccio come "Metal Salvation", per poi passare nel successivo a un miscuglio di voce femminile sulle tonalità gothic, un riffing di memoria thrash e una voce maschile che addirittura rimanda all'hc americano in alcuni momenti e in altri growla secondo purissimi canoni death. Insomma: un minestrone.

Ora, lungi da me il voler demolire tentativi di espressione musicale in cerca della propria strada, anzi, tuttavia dopo dodici anni di carriera è lecito aspettarsi una sorta di trama alla base di un album, o quantomeno un vago indirizzo. Nel caso dei Tartharia, tutto questo manca; però, se volete, c'è anche un po' di black metal melodico ("Satisfactory Suffocation"). Ci sono band che continuano a variare e da cui non sai mai cosa aspettarti all'album successivo, dalle continue evoluzioni degli Ulver alla totale follia dei Boris, ma ciascun singolo album vive comunque di una propria coerenza, seppur "stand-alone" all'interno della discografia della formazione. Peccato che invece i Tartharia soffrano di questa disorganicità, perché essa mette in cattiva luce il lavoro pur piacevole a livello compositivo, di esecuzione e di produzione.

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