TASTE OF TEARS – Once Human

 
Gruppo: Taste Of Tears
Titolo:  Once Human
Anno: 2011
Provenienza:  Svizzera
Etichetta: SAOL
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TRACKLIST

  1. Ames Room
  2. Phlegraean Fields
  3. Once Human (Pinnacle & Pit)
  4. Architects Of Downfall
  5. Profound Rain
  6. A Walk On The Razor's Edge
  7. A Great Paradox
  8. Timeframe
DURATA: 55:24
 

Con calma, con i tempi dovuti, ma alla fine anche gli svizzeri "Taste Of Tears" ce l'han fatta a tirar fuori il proprio debutto. La formazione elvetica in attività dal 1998 aveva pubblicato in passato due demo, Taste Of Tears nel 2004 e "Architecs Of Downfall" 2007, sono serviti altri quattro anni per dare alle stampe "Once Human".

Il suono è quello progressive death e non è un caso, i membri della line-up sono coinvolti sia nell'ambito progressivo negli Stream Of Consciousness che in formazioni melodic e brutal death quali Rätier e Bodysnatch, in questo caso vi è stata una fusione d'influenze che ha condotto a una via di mezzo.

Il nome più gettonato all'interno del lavoro è quello dei Death, in alcuni casi s'incroceranno reminiscenze Pestilence, Cynic, Nevermore e qualcosa di svedeseggiante alla At The Gates, in effetti la derivazione da altri gruppi e l'eccessiva lunghezza del cd in parte si rivelano piccole pecche, così com'è spiazzante l'innesto di tromba sul finire di "Profound Rain", un attimo di follia? D'altro canto "Once Human" mostra delle buone potenzialità di base, le canzoni sono dotate di un supporto melodico che ne garantisce l'aspetto orecchiabile e un'alta fruibilità, le ritmiche sono complesse e ordinate, in qualche circostanza tendono a complicarsi leggermente la vita, come avviene in "A Great Paradox", tuttavia pezzi quali "Architecs Of Downfall" e "Timeframe", che con la sopracitata confezionano il lotto estratto dal secondo demo, e "Phlegraen Fields" mettono in mostra del materiale sul quale poter operare un'evoluzione futura con conseguente maturazione.

Il connubio di voci growl/clean è eseguito in maniera più che soddisfacente, da un lato abbiamo una vocalità rozza e affine alle melodie che s'intrecciano nei brani, dall'altro una pulita non esasperata che si abbina con elementare e gradevole fine ai momenti più aperti, è un particolare che si può ancora perfezionare pur dimostrando di poter funzionare, l'affiatamento non manca.

Di cos'hanno bisogno i Taste Of Tears? In primis di una personalità propria, si deve giocoforza curare tale aspetto se non si vuole finir dimenticati troppo presto, poi di essere più concisi centrando l'obbiettivo senza girarci troppo intorno, le qualità tecniche e compositive in possesso dovrebbero dar loro una mano a risolvere questo problema perché in fin dei conti "Once Human" è un'onesta prestazione del genere e aver avuto dietro il mixer un signore come Tommy Vetterli (Coroner, Chamber 69 e Kreator) da quel punto di vista li ha anche sorretti non poco.

Adesso che il cammino è stato definitivamente tracciato tocca seguirlo, assecondarlo e renderlo interessante, attendendo quindi che i Taste Of Tears sviluppino e progrediscano il loro essere, un ascolto a "Once Human" potreste concedervelo.

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