TEITANBLOOD – Seven Chalices

 
Gruppo: Teitanblood
Titolo:  Seven Chalices
Anno: 2009
Provenienza:   Spagna
Etichetta: Norma Evangelium Diaboli
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TRACKLIST

  1. Whore Mass
  2. Domains of Darkness and Ancient Evil
  3. Interlude (Arabian title)
  4. Morbid Devil of Pestilence
  5. Interlude (Sanskrit title)
  6. Infernal Dance of the Wicked
  7. Interlude (Cuneiform title)
  8. Seven Chalices of Vomit and Blood
  9. Qliphotic Necromancy
  10. The Abomination of Desolation
  11. The Origin of Death
DURATA: 58:55
 

Che cosa ci si aspetta dalla Spagna? Il Barcellona batte il Milan, formaggio manchego che matura nelle cantine e cortadores che affettano prosciutto per allegri festaioli. Malgrado questo paese non abbia una tradizione metal conosciuta e affermata, vi appaiono ogni tanto gruppi validi da tenere d’occhio. Uno di questi si chiama Teitanblood e semina odio e blasfemia nel mondo da Madrid. Dopo alcuni demo e split, si mormorava dell’uscita di un full che finalmente risultò essere una raccolta dei vecchi pezzi rimasterizzati. I fanatici furono risvegliati dalla notizia, che nel calderone di Satana cuoceva la pozione per profanare la croce in nome dei Seven chalices!
Dopo avere aperto il pacchetto ricevuto, esaminai attentamente come d’abitudine l’ottica del CD. Non ci sono dubbi. La copertina strettamente in bianco e nero e disegnata in matita è il marcio DOC per un lavoro marchio Teitanblood. Sfogliando il libercolo, risaltano immagini che mi ricordano vagamente le allucinazioni di Lovecraft. Dubito che siano dei testi, le scritte che s’incontrano qui e là. Credo piuttosto che si tratti di frasi malefiche, dedicate a tutti i credenti di questo universo.

Arriva il momento decisivo: solennemente insersco il dischetto nel mio player e sono sorpreso di vedere che la durata si aggira attorno ai cinquanta minuti, fatto insolito per un disco di questo genere. Il mio primo pensiero è che alcuni puristi si potrebbero sentire traditi. La produzione, infatti, è pulita e professionale, lontanissima dalle registrazioni su cassetta a quattro piste. Dopo l’ascolto dell’intro (torneremo più avanti su questo tema) mi sorprende di sentire meno tirate affannanti rispetto a quelle offerte d’abitudine da questi musicisti. La ritmica è ancora veloce, ma allo stesso tempo pesante e segnata da passaggi più lenti in stile Bolt Thrower. Più avanti mi colpiscono pezzi molto più influenzati dai primi gruppi grind (Napalm Death con Scum per esempio). Ascoltando attentamente troverete richiami da ogni angolo delle vecchie scuole estreme, siano thrash, grind o death. Paragonato ai dischi e demo precedenti, "Seven Chalices" è un lavoro molto più maturo, variato e poco tipico per il black death che s’incontra abitualmente. Pezzi come "Infernal Dance Of The Wicked" faranno accelerare il polso di tutti i fanatici portatori di maschere a gas e di ferraglia varia e provocheranno in concerto non pochi colli rotti. Non è facile definire il tutto, ma credo che per descrivere la musica su questo disco si possa marchiarla come una via di mezzo fra Archgoat e Naked Whipper con un tocco di modernità.

Guardando la copertina mentre ascolto il disco, mi viene il sospetto, che si tratti di un lavoro di concetto. Le immagini e le scritte toccano temi provenienti da diverse religioni. "Whore Mass" è un’intro seguito da intramezzi che riprendono il contenuto del booklet. Che siano riti provenienti dagli inferi delle diverse religioni?
Mi chiedo ora, dove porterà il sentiero preso da questo gruppo. Fino a poco tempo fa la loro pagina non funzionava, in rete si trovavano pochissime informazioni e le loro registrazioni erano solo ottenibili a prezzi esorbitanti. Nel giro di poco tempo è uscita la raccolta citata e (ahimé) non solo i Teitanblood hanno riattivato il loro sito, ma hanno pure aperto una pagina myspace.
OK, torniamo al tema! L’idea del concetto, anche se non verificata, mi piace. D’altro canto trovo troppi punti, che mi danno un’impressione di déjà-vu, ma il disco è veramente ben fatto e degno di entrare in ogni collezione di Death Metal oscuro e blasfemo.

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