TELE.S.THERION – Luzifers Abschied

 
Gruppo: Tele.S.Therion
Titolo: Luzifers Abschied
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: Minotauro Records
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TRACKLIST

  1. I. – Eingang | Periode I-IV
  2. II. – Periode V- VI
  3. III. – Periode VII -IX
  4. IV. – Periode X – XII
  5. V. – Periode XIII | Ausgang
DURATA: 47:00
 

Chissà quante volte avrete visto definire ironicamente i generi che trattiamo sul nostro sito come «musica di Satana» o simili; non che ci sia molto da stupirsi, considerando i nomi scelti da molti gruppi. Questa volta, però, non si scherza: quella di cui sto per parlarvi è senza dubbio una registrazione proveniente direttamente dalla casa del Demonio.

Nel caso andaste a cercare informazioni sui Tele.S.Therion, vi imbatterete nei nomi di Sandro Gronchi e Pietro Riparbelli (in arte K11), ma non lasciatevi ingannare dalle bugie del web: non c'è assolutamente niente di umano nella musica di "Luzifers Abschied"; e anche se ci fosse, si tratterebbe di individui posseduti da entità a noi ignote. Forse è proprio tramite un adorcismo che i due musicisti sono riusciti a entrare in contatto con il Demonio e a persuaderlo a collaborare con loro: la comunicazione con gli spiriti infernali potrebbe essere avvenuta tramite un rituale talmente intenso che i due cerimonieri hanno dovuto richiedere il supporto di ben sette colleghi (riportati anche in copertina), le cui gesta musicali sono assolutamente degne di nota; peraltro, uno di loro passò già su queste pagine sotto mentite spoglie con i Chapter V: F10.

Vi starete chiedendo che musica ascoltano e suonano i demoni, poichè la definizione «Acousmatic Black Metal» potrebbe non essere chiarissima; immagino, però, che non ci saranno troppe sorprese se artisti come Abruptum, Black Pentecost e Diamanda Galás (nelle sue performance più diaboliche) potrebbero essere dei buoni termini di paragone, quantomeno a livello puramente sonoro. Concettualmente, nella musica acusmatica la sorgente dei suoni che compongono i brani viene nascosta dietro a un velo immaginario; ne consegue che la mente dell'ascoltatore, invece di visualizzare persone che suonano strumenti come accadrebbe normalmente, ricreerà una situazione derivata esclusivamente dalla percezione di tali suoni e non dalla loro origine vera e propria. L'idea si lega in buona parte a quella alla base della «Musique Concrète», ovvero trattare qualsiasi registrazione sonora come un possibile elemento musicale, slegandolo quindi dal contesto da cui nasce.

Eviterei di dilungarmi oltre, ma è importante avere un minimo di indicazioni per capire cosa sia questo fantomatico «Acousmatic Black Metal»: innanzitutto, non è Black Metal; non nella sua forma più nota, almeno. Eppure, l'immaginario messo in piedi dalla musica di "Luzifers Abschied" è indubbiamente legato al genere diabolico per eccellenza: la variegata vocalità si manifesta tramite puliti malsani e urla demoniache spesso in sovrapposizione su più strati e sempre seguendo l'unica logica di dare vita a presenze per nulla rassicuranti; i lamenti, i canti, le risate malvagie e — in generale — le voci disumane sono l'elemento che più di tutti lega questo lavoro al Black Metal. Non fatevi ingannare dalla presenza di un batterista e di un percussionista: il senso del ritmo viene completamente stravolto e — pur senza blast beat e velocità elevate — la sensazione che sia il caos a fare da direttore d'orchestra è sempre più verosimile.

Il resto, molto semplicemente, è pura atmosfera: parlare di due sassofoni (tenore e soprano), basso enarmonico, waterphone e sintetizzatori potrà dare un'idea di quanto sia peculiare e ricercato il sound, ma allo stesso tempo non lascia trasparire quanto i brani riescano a creare scenari infernali, ritualistici e mortiferi con infinite declinazioni che dipendono in gran parte dall'ascoltatore. Tappeti lugubri che strisciano nei meandri delle frequenze più basse, suoni metallici legati alla musica industriale, distorsioni cacofoniche che talvolta colpiscono a mo' di tuono, comparse improvvise, repentine e imprevedibili di fiati: questo è il contributo degli strumenti che — in una situazione normale — si sarebbero dovuti occupare dell'aspetto melodico, mentre in questo caso sono dediti esclusivamente a celebrare il Male.

Tra le influenze menzionate dal gruppo, sono presenti colossi dell'avanguardia musicale dal calibro di Edgard Varèse, Luigi Russolo e Karlheinz Stockhausen; l'intero disco è, in realtà, legato profondamente al compositore tedesco, in particolare al ciclo "Licht", la cui opera relativa al giorno sabato si chiude con un atto intitolato proprio "Luzifers Abschied" e al quale si sono chiaramente ispirati i Tele.S.Therion per creare il proprio concept album. Atonalità, improvvisazione e sperimentazione sono termini senza dubbio noti al duo, che ha evidentemente studiato a fondo le lezioni impartite dai propri maestri e le ha applicate a un contesto Black Metal, mantenendo comunque alcuni punti in comune con la composizione originale di Stockhausen, soprattutto a livello vocale.

Tenete a mente che un lavoro del genere necessita di una certa teatralità per riuscire nel suo scopo; non aspettatevi quindi un rituale demoniaco vero e proprio, quanto una sua rappresentazione sensoriale riportata in forma sonora. Fatta quest'ultima considerazione, "Luzifers Abschied" potrebbe risultare ostico anche a chi è abituato ad ascoltare Black Metal, proprio per essere musicalmente distante rispetto allo standard; al contrario, gli ascoltatori più audaci e amanti delle derive più sperimentali e atmosferiche del genere avranno un intero mondo da esplorare: dovranno solo crearlo attraverso la propria esperienza.

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