TEMPLES – Temples

TEMPLES – Temples

Informazioni
Gruppo: Temples
Anno: 2009
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/templesofdoom
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Dying Nomad
2. Temples
3. Oblivion Now
4. Plutonian
5. The Ashes

DURATA: 52:28

TEMPLES - Temples I finlandesi Temples nel 2009 giungono al terzo demo dando a quest’ultimo titolo omonimo, il sound è quello che sarebbe più facile riscontrare nel sud degli States, si parla di uno stoner/sludge con buoni rallentamenti doom.
Come è già successo però sul nostro sito abbiamo parlato di ottime realtà proveniente dal nord europa in quest’ambito o comunque legato alle sue varie sfaccettature, partendo dai più conosciuti Spiritual Beggars di Amott passando per gente come Deville, The Deadists e non ultimi se non per ordine di tempo i loro connazionali Demonic Death Judge, la scena fennoscandica regala sensazioni desertiche e muddy di gran qualità.
I Temples non fanno eccezione, si presentano con l’impatto e il buon gusto di chi è capace di tramutare il gelo delle lande innevate nel calore del profondo e assoluto sud, i cinque brani che compongono il platter nella loro quasi ora di durata mettono in mostra una buona forma e ispirazione seppur la derivazione sonora come spesso accade sia punto quasi inevitabile.
L’approccio sabbathiano ossessivo prende spazio nelle lunghe suite strumentali di episodi come la titletrack e la conclusiva “The Ashes” che sono il sunto di quanto la band sia incline a immettere nella musicalità vere sensazioni di matrice stoner dilatandole con alcuni fraseggi proto-doom seventies che irrobustiscono il carico.
La proposta di per sé è conosciuta ma fonte d’indiscutibile impatto e piacere per chi mastica il genere, tale propensione ci verrà confermata anche dall’altra canzone portante del demo “Oblivion”, è evidente che i Temples conoscano e siano fruitori dello stile in maniera viscerale, lo sentano scorrere dentro e con un pizzico di psichelia diano quel quid in più mostrando di avere una crescente voglia di evolversi.
Una realtà da seguire quella dei finnici, se siete appassionati o ascoltatori abituali degli stili sopra elencati date una chance ai loro lavori, per quanto si possano definire demo sono curati ed elaborati con un valore che li tiene a galla nell’odierno mare di proposte similari, in futuro potrebbero fare l’ennesimo salto in avanti, perché perderseli?

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