TENEBROUS SHADOW – Follow The Signs

TENEBROUS SHADOW – Follow The Signs

Informazioni
Gruppo: Tenebrous Shadow
Anno: 2008
Etichetta: Hexenreich Records
Contatti: www.metal.ee/bestia/hexenreich/index.php
Autore: M1

Tracklist
1. The Creep
2. Hunt
3. Follow The Signs
4. Snowfall
5. Night Grandeur
6. Majestic Seasons

DURATA: 26:41

Sono davvero poche le informazioni in mio possesso riguardo Tenebrous Shadow e la sua one-man band, stando a Metal Archives il progetto iraniano è attivo dal 2008 e nell’ottobre dell’anno seguente rilascia questo demo intitolato “Follow The Signs” grazie all’interessamento di Hexenreich Records, stampandolo in duecentotrenta copia su cd-r. Questa prima testimonianza si compone di sei tracce per poco meno di ventisette minuti di black metal tradizionale.

L’apertura è affidata a “The Creep”, l’atmosfera è rituale e ricondubicile a certo religious, la traccia presenta elementi comuni alle restanti: un paio di cambi di tempo e stacchi, spesso acustici, che sospendono temporaneamente il martellare degli strumenti. La seguente “Hunt” esordisce invece subito battente ma nei momenti più caotici evidenzia tutta la limitatezza del suono della batteria (probabilmente una drum-machine) per nulla impeccabile. Differente appare già dal principio la titletrack con un feeling vagamente epico e che riporta alla mente qualcosa dei primi Satyricon, il pezzo dopo poco sembra scemare e concludersi prematuramente quando in realtà riprenderà vita accelerando furiosamente fino allo stacco “ambientale” conclusivo. E’ poi il turno di “Snowfall”, sorta di piacevole intermezzo che porterà agli ultimi due brani, “Night Grandeur” (dal mood leggermente malinconico) e “Majestic Seasons”, i quali si muoveranno su binari già noti.

Per essere un demo d’esordio, provenire da un contesto tanto complicato quale è la patria di Ahmadinejad e venire realizzato da un solo personaggio “Follow The Signs” è molto più che dignitoso, Tenebrous Shadow se la cava bene con uno screaming canonico ma decisamente adeguato alla proposta. Sull’altro lato della bilancia vanno poste la questione suoni e varietà del drumming, pecche spesso insite nel concetto stesso di one-man band, figuriamoci poi esordiente, e una certa ripetitività nelle strutture dei pezzi. Giudizio finale: discreto.

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