TEODASIA – Upwards – Aristocrazia Webzine

TEODASIA – Upwards

 
Gruppo: Teodasia
Titolo:  Upwards
Anno: 2012
Provenienza:  Italia
Etichetta: Red Pony Records
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TRACKLIST

  1. Intro – Spection
  2. Temptress
  3. Revelations
  4. Lost Worlds Of Forgiveness
  5. Close Call
  6. Clarion Call
  7. A Powerful Life
  8. Hollow Earth
  9. Aurora
  10. Pandora’s Knight
  11. Eulogy
  12. My Minotaur
DURATA: 58:34
 

Il metal e le band con cantante donna, c'è una parte in costante crescita di followers che a dir poco si esalta dinanzi a prestazioni di gruppi ormai noti come Epica, Nightwish e Within Temptation che in comune hanno sempre meno: chi si appesantisce, chi sceglie di puntare ancor più sulle orchestrazioni e chi invece si diletta con inserti d'elettronica trovando in un modo o nell'altro la propria forma identificativa sempre e comunque. Si amino o odino, quando si ascolta un loro brano li si riconosce. In Italia il gioiellino nascosto che regala quell'exploit inaspettato l'abbiamo e probabilmente il nome non sarà poi così conosciuto, però le qualità e la resa di un debutto come "Upwards" mi auguro facciano parlare dei Teodasia veramente a lungo.

La formazione veneta attiva dal 2006 aveva prodotto sino al 2010 il solo demo "Crossing The Lights", era giunto il momento di dire la propria facendosi sentire a piena voce e sfruttando quella della brava quanto bella Priscilla Fiazza si ha un punto di partenza mica male. La ragazza è intensa, comunicativa e soprattutto rispetto a molte sue colleghe, fra le quali anche quelle delle formazioni citate nelle righe più in su, trasmette una carica rock che diviene un'arma da taglio efficace e vogliosa d'affondare il colpo.

Durante l'ascolto si percepisce l'affiatamento che fluisce nei pezzi, il batterista Francesco Gozzo, fondatore nonché maggior compositore della compagine, è particolarmente ispirato, le movenze dinamiche pressanti o dilatate del suo drumming partecipano in maniera notevolmente incisiva nella struttura di canzoni mai uguali. Bella a esempio la doppietta in apertura che vede una "Temptress" vivace e accattivante nella quale è già possibile entrare in contatto con una prestazione strumentale che nel complesso si rivela ricca e priva di arzigogolature pretenziose, il lavoro di Michele Munari, il tastierista è certosino e d'accompagnamento, evita lo sfarzo favorendo il viaggiare del pezzo; seguita dalla emotiva e affascinante "Revelations", una delle hit di "Upwards", il cantato di Priscilla è espressivo, malinconico e suadente, è impossibile negare però che sia l'orchestrazione in toto di ogni singolo strumento a risultare praticamente perfetta.

Terzo episodio ed ennesimo centro, chi gira in rete da un po' avrà già incrociato il video di "Lost World Of Forgiveness", pezzo nel quale la cantante si trova a duettare con uno degli elementi storici del metal italiano, il signor Fabio Lione noto per essere il cantante dei Rhapsody e ultimamente apparso anche live negli show degli statunitensi Kamelot, apripista che di sicuro si sarà fatta notare e la qualità non manca.

Questi artisti nostrani dovrebbero però decisamente stare alla larga dalle influenze più radio-friendly, quando il suono prende una piega sin troppo amichevole, si vedano episodi come "Close Call" e "Clarion Call" sicuramente dolcissime e più che frubili, affiora un calo di tensione non da poco al cospetto delle restanti tracce che compongono una scaletta solida e che proprio delle atmosfere in primis fa uno dei punti salienti del proprio esistere. In tal senso si elevano i suoni epici e maestosi di "Hollow "Earth" e soprattutto la pregevolissima ballad "Aurora" nella quale ancora una volta la Fiazza con passionalità e un canto da usignolo più che d'atteggiamento gotico-andante (e in certi momenti la bella Anneke è venuta a far visita alla mia testolina) dimostra di non essere poi tanto inferiore agli altisonanti nomi che dominano la piazza del panorama.

I Teodasia sono completi e lo palesano anche quando la voce di Priscilla viene messa a riposo a favore di una esecuzione puramente devota all'espressione strumentale come "Eulogy", una colonna sonora che rende ancor più magico il compito svolto da "Upwards", sì perché in alcuni frangenti è magia pura quella che i ragazzi veneti riescono a trasmettere con tanta semplicità e, seppur sia legata a una proposta che in molti potranno identificare derivante da"questo e quello, vi consiglio di non farvi incantare in malo modo dalla prima ed estemporanea impressione e andare oltre, qui di personalità ce n'è e da vendere.

La produzione curata nei Majestic Studio da Marino De Angeli è perfetta, ogni singola ospitata, si vedano le piacevoli intrusioni di archi e chitarra acustica in "Close Call" affidate a Milli Saltarelli e Beniamino Fenzi, quelle vocali del già nominato Lione e del growl di Enrico "Ukka" Longhin (ex di Tanist e Bleed In Vain) in "Pandora's Knight" e "My Minotaur", ha un proprio valore significativo a supporto del pezzo nel quale è stata inserita, il tutto è stato ben orchestrato.

Adesso signori miei lo so che quando si parla d'Italia, certi suoni e donna al microfono parte la ressa per sputare sentenze dato che chi più, chi meno ha ormai sulle scatole gente come i Lacuna Coil, non stiamo parlando per fortuna della pochezza messa in mostra da quell'ormai ex formazione di musicisti metal, è un'altra storia, è un'altra realtà quella dei Teodasia e come tale va trattata. Ascoltatela, valutatela, supportatela se credete che lo meriti, ma non colpevolizzatela a priori. Se c'è una cosa che conta è la musica e le qualità emotive e compositive da essa espresse, sotto quel punto di vista questi ragazzi stanno in un botte di ferro.