TERRORIZER – Horde Of Zombies

 
Gruppo: Terrorizer
Titolo: Hordes Of Zombies
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Season Of Mist
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Hordes Of Zombies
  3. Ignorance And Apathy
  4. Subterfuge
  5. Evolving Era
  6. Radiation Syndrome
  7. Flesh To Dust
  8. Generation Chaos
  9. Broken Mirrors
  10. Prospect Of Oblivion
  11. Malevolent Ghosts
  12. Forward To Annihilation
  13. State Of Mind
  14. A Dying Breed
DURATA: 38:07
 

I Terrorizer sono tornati! Quante formazioni sono tanto discusse e controverse come questa? Nel 1987 produsse una demo che è ancora oggi oggetto di culto nel movimento grind, per stimolare poi le cervicali di una massa di fan col disco postumo "World Downfall" che uscì due anni più tardi. Da lì regnò il silenzio assoluto per quasi vent'anni. Seguendo il miracolo del revival di quel periodo anche questa formazione si presentò al pubblico con una facciata rispolverata e modernizzata. Poco dopo giunse il colpo che tramortì gran parte della scena… Jesse Pintado era morto!

Che cosa sono i Terrorizer oggi? Beh, di originale troviamo solamente Pete Sandoval alle pelli. Il suo stile è subito riconoscibile. Quanto è cambiato a livello musicale? "Darker Days Ahead" non era proprio il disco grind come me lo immagino, ma non mi dispiacque per nulla infine. Alcuni riff erano pur sempre degni di un lavoro death-grind e non calavano troppo di tono o perdevano solidità col passare dei minuti.

Siamo nel 2012, le attese, considerata la massa di gruppi validi che popolano il mercato, sono elevate, anche per me. Tenterò un riassunto succinto di "Hordes Of Zombies" e vedrò di restare obiettivo. Ci troviamo dinanzi a un duo di musicisti con grande esperienza compositiva e di vita: Pete Sandoval e David Vincent hanno scritto parecchi capitoli di storia metallica. I signori Rezhawk e Culture sono due fogli che portano poche referenze. Dopo la dipartita di Jesse Pintado ritengo che fosse necessario trovare qualcuno capace di porre una firma distintiva sotto ogni composizione.

Le canzoni sono indubbiamente possenti, solide e capaci di staccare il capo di ogni ascoltatore. Le scale sono impetuose e incalzanti come un'orda di bufali durante la stampede. Il death metal fluisce a torrenti in queste piste e lascia poco posto al grind. "Malevolent Ghosts" è uno dei rari esempi in cui sento ancora un leggero aroma dello stile.

Mi chiedo: vale la pena mantenere il nome di un gruppo che ha perso ogni tocco d'identità? Il mio parere sarà forse lapidario, ma se cerco paralleli per sostenerlo voglio ricordarvi che anche i Napalm Death sono attivi da anni con una squadra che differisce parecchio da quella che militava alle origini; questa sfornò comunque dischi memorabili e seguì un'evoluzione vista raramente presso altri gruppi. I Terrorizer colpirono seriamente dopo la metà degli Anni Ottanta per sparire nel dimenticatoio. Punto.

Questo disco è sicuramente ben prodotto, presenta pezzi brutali e da macello, ma nulla più. Se cercate svago puro, vi troverete bene; gli amici del grind vero e proprio preferiranno lasciarlo perdere.

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