THACLTHI – …Erat Ante Oculos

 
Gruppo: Thaclthi
Titolo:  …Erat Ante Oculos
Anno: 2013
Provenienza:   Italia
Etichetta: Avantgarde Music
Contatti: Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Hinthial
  2. E Tu Vivrai Nel Terrore! L'Aldiquà
  3. Ixaxaar
  4. The Trip Was Infra Green [cover Unholy]
DURATA: 54:23
 

Spesso e volentieri il marchio della nostrana Avantgarde Music è sinonimo di qualità, di proposte fuori dall'ordinario, di forti personalità musicali… e nemmeno questa volta le aspettative vengono tradite. "…Erat Ante Oculos" è la prima prova in studio dei Thaclthi, progetto toscano che prende il nome da un vocabolo etrusco che significa "in silenzio", sebbene il concetto di "silenzio" sia piuttosto lontano da ciò che ci viene presentato in questi cinquantaquattro (e rotti) minuti di musica.

"Hinthial" apre il disco assumendo i connotati di una lunga introduzione arcaica e occulta: un sottofondo di rumori misteriosi si intreccia con voci che sussurrano anatemi in una lingua sconosciuta e impenetrabile. L'impressione è di trovarsi all'interno di una sorta di antico tempio maledetto, edificato chissà quante migliaia di metri sottoterra in onore di qualche divinità ignota e terrificante. Il luogo in cui siamo stati scaraventati non è altro che un tramite per neri abissi che si aprono di fronte a noi all'apparire di "E Tu Vivrai Nel Terrore! L'Aldiquà" (azzeccato stravolgimento del titolo della famosa pellicola di Lucio Fulci): veniamo investiti da un Black Metal opprimente, oscuro all'inverosimile e alternato a pesantissime correnti Doom che diventano immissari di un flusso cupo, malato, venefico e violento. L'intero impianto sonoro è estremamente solenne e maligno, sembra avvolgerci in spire demoniache modellate da rumorismo dissonante, dalla raggelante e inumana prova vocale di Thaurx e dal viscoso magma in cui ci troviamo immersi.

Il prosieguo del nostro empio pellegrinaggio è rappresentato dalla immensa "Ixaxaar", un compendio di furia virale, di morbosa oscurità allo stato quintessenziale: l'atmosfera evocata pare quasi ovattata e inglobata in una spirale di disturbante e infinita perdizione spirituale. Ci assale un demoniaco turbinio di Black Metal, Doom, aggressività, odio e follia, fino a che, nella parte centrale della traccia, viene eretta una cortina di Ambient caliginoso e sacrale: il misticismo quasi liturgico mi ricorda un po' gli scenari ricreati da Karl Sanders nel suo progetto solista, ma questa volta il tutto è immensamente più nero, spiritualmente contorto, sconvolgente e inabissato in profondissimi baratri in cui nemmeno la più insensibile oscurità notturna avrebbe l'ardire di calarsi.

Il disco viene chiuso da "The Trip Was Infra Green", cover del pezzo degli Unholy estrapolato da quel monolite nero che prende il nome di "From The Shadows". La riproposizione del brano del gruppo finlandese (il quale, insieme a gente come Disembowelment ed Esoteric, potrebbe essere stato una verosimile fonte di ispirazione per Thaclthi) è molto ben eseguita, meno grezza e più cavernosa dell'originale: l'alone di terrificante desolazione di cui era impregnato il capolavoro dei finnici è fedelmente ripresentato e, inutile dirlo, si incastra alla perfezione all'interno del concetto musicato dai Nostri.

"…Erat Ante Oculos" è un lavoro che potrebbe risultare decisamente ostico per molti, difficilmente digeribile per gli ascoltatori poco inclini a metabolizzare brani lunghi, atmosfere soffocanti e pesantissimi carichi di rumorismo vario. Se però siete in possesso di stomaci forti e di menti ben allenate a sorreggere opprimenti fardelli spirituali, non esitate nemmeno un istante: i Thaclthi sapranno partire dal loro silenzio e trasportarvi in un'esperienza indimenticabile!

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