THE BEYOND – Frostbitepanzerfuck

THE BEYOND – Frostbitepanzerfuck

Informazioni
Gruppo: The Beyond
Titolo: Frostbitepanzerfuck
Anno: 2013
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Horror Pain Gore Death Productions
Contatti: facebook.com/thebeyond999
Autore: Mourning

Tracklist
1. Roto-Cunt
2. Goat Sodomizer
3. Cunt Sucking Cannibal [cover G.G. Allin]
4. Frostbitepanzerfuck
5. Attack Of The Zombie Brigade
6. The Splatterhouse Maniacs
7. Necro Overload
8. Exterminate Humanity

DURATA: 28:26

“Zozzo è divertente”: questo sembra essere il motto che guida i The Beyond, formazione statunitense che debutta con una proposta godereccia miscelante punk, hardcore, speed e thrash in salsa black con l’album “Frostbitepanzerfuck”.

Che i Darkthrone in questi ultimi anni siano stati gli apripista di un revival “old school” che guarda indietro sino alle radici del metal, credo sia fuori di dubbio: si amino o meno, i norvegesi sono stati e sono d’esempio per tanti. Tra questi certamente figurano anche i musicisti provenienti da Harrysburg, Pennsylvania, che si ispirano anche a D.R.I. ed Hellhammer, e a cui credo non importi nulla di apparire derivativi dato che un disco simile, rudimentale e dall’attitudine gore, non ha alcuna intenzione di perseguire chissà quale ricerca stilistica. La composizione difatti è scarna, le tracce se la giocano tirando in ballo per lo più una salutare voglia di “scapocciamento”, che in alcune occasioni convince in maniera evidente (“Goat Sodomizer”, “Frostbitepanzerfuck” e “Attack Of The Zombie Brigade”). Le strutture si mantengono lineari: il riffing “tremolante” e le scorribande sul rullante del batterista Luke Sweger (Horde Of The Eclipse) servono solo a diversificare, nemmeno molto, una scaletta che si trascina dietro quella semplicità voluta da coloro che suonano godendosi il momento. La cover di “Cunt Sucking Cannibal” di G.G. Allin e il pezzo “Necro Overload” lo testimoniano in maniera cristallina.

La produzione è una mezza sorpresa. In dischi del genere solitamente ti attendi un suono sporco e ruvido, invece è abbastanza pulita e sia la strumentazione che la prestazione del cantante-chitarrista Danny Starkiller possiedono una chiarezza inattesa, ma comunque piacevole.

Non c’è da riflettere quando si infila nello stereo “Frostbitepanzerfuck”, già sai a cosa andrai incontro. Nessuna mezza misura né concessioni a contatti con l’era odierna: è l’ennesimo tributo al passato che potrà essere stimato da coloro i quali vivono per album così e odiato dai restanti. Scegliete da che parte schierarvi e di conseguenza saprete quanto e come i The Beyond entreranno a far parte dei vostri ascolti.

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