THE BIG SOUTH MARKET – Muzak

 
Gruppo: The Big South Market
Titolo:  Muzak
Anno: 2016
Provenienza:  Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Big Deal
  2. Before (You Make It Deeper)
  3. Moondrink
  4. Red Carpet
  5. Desert Motel
DURATA: 17:36
 

L'accoppiata pugliese composta dal cantante-chitarrista Giuseppe Chiumeo (membro della band crossover dei The Rest Side) e dal batterista Ruggiero Ricco (uomo dietro le pelli dei thrasher Cancrena) inaugura il progetto The Big South Market con la pubblicazione dell'ep "Muzak". Neanche venti minuti di durata che mettono in mostra un affiatamento e un amalgama musicale già di ben più che discreta qualità, energico, melodico e piacevolmente suonato.

Le influenze molteplici provenienti da fonti sonore quali l'hard rock, lo stoner, il blues e il panorama grunge sono tutte riscontrabilissime e incastonate a dovere all'interno dei brani. L'esempio lampante arriva subito in apertura con "Big Deal", che non farei fatica a definire in buona parte nirvaniana, e la successiva "Before (You Make It Deeper)" dal riffing grintoso, ma matura e attenta nel concedersi a un ritornello da acchiappo. Il lato più blue del suono emerge invece in "Moondrink" e "Red Carpet", con una differenza sostanziale nello sviluppo dei due episodi: il primo decisamente rivolto a esplorare territori intrisi di groove, il secondo più concentrato ad annettere una circolarità quasi psichedelica. "Desert Motel" infine, pur mantenendo intatte sia le presenze melodiche che percussive riscontrate sino a quel momento, fa del tasso atmosferico in crescendo l'arma vincente.

Il duo non la tira mai per le lunghe, è sintetico ed efficiente nel modellare episodi dalla durata ideale per esprimere al meglio il feeling che intercorre fra chitarra e batteria, non facendo per nulla rimpiangere l'assenza del basso. Nota di merito per la prestazione vocale di Chiumeo, bravo nel passare da momenti puliti e dall'appeal anche radiofonico ad altri in cui sfiora lo scream-growl.

I The Big South Market sono una bella sorpresa e "Muzak" un biglietto da visita appagante. Rimane da vedere cosa il futuro riserverà a loro e a noi. Buona la prima.

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