THE BLACK – Gorgoni

 
Gruppo: The Black
Titolo:  Gorgoni
Anno: 2010
Provenienza:  Italia
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST

  1. Proludium
  2. Monstrum
  3. Medusa
  4. Perseus
  5. Euriale
  6. Phorcus
  7. Steno
  8. Obscuritas
  9. Pegasus
  10. Serpentis
  11. In Lapidem Muto
  12. Occumbere Mortem
  13. Altamir
  14. Metamorphoses
DURATA: 01:17:35
 

Nel 2010, a sei anni di distanza dall'ultimo "Peccatis Nostris + Capistrani Pugnator", tornano a farsi vivi i The Black. Il progetto doom del musicista Mario Di Donato è di quelli che meritano rispetto e ha da sempre avuto tre caratteristiche fondamentali che me lo hanno fatto amare dal primo ascolto: professionalità, buona musica e un'incorruttibilità di pensiero che tiene fuori la creatura da qualsiasi moda o filone di successo. Proprio il modo di porsi è stato forse una delle chiavi per cui la porta del successo non si è mai aperta, se non per trattenere a sé una ristretta cerchia di affezionati.

Nuovo capitolo con "Gorgoni" e vecchia storia: c'è da dire che il suono di matrice sabbathiana impreziosito dalle aperture di stampo prog non ha mutato di una virgola la sua natura e rimane legato a quella scena che sul finire degli anni Settanta (Trouble) e inizio anni Ottanta (Saint Vitus, Obsessed) decise di intraprendere un preciso viaggio nel mondo heavy-rock, valutando di volta in volta quale tinte favorire (stoner, epiche e via dicendo).

Di Donato — con i due compagni di avventura, Enio Nicolini al basso (già con lui negli Unreal Terror) e Gianluca Bracciale alla batteria — ci trasporta nel mondo ellenico della figura gorgonica e delle vicende a essa legate, perseverando nella scelta di usare l'aulico linguaggio latino per interpretare i testi. Da un lato questa soluzione potrebbe sembrare difficoltosa da assimilare, in quanto all'orecchio non sembra sempre calzare bene sui pezzi, d'altro canto però aumenta notevolmente il sentore evocativo di una proposta che permette all'ascoltatore di abbinare mentalmente tramite ricordo, ricerca o quant'altro un'immagine precisa a ognuno dei brani. La musica diviene così il pennello che dipinge diciassette quadri diversi (l'ultima "Metamorphoses" è divisa in ben quattro capitoli).

L'apertura affidata all'organo di "Proludium", le dinamiche e la bravura di Di Donato con la sei corde nel rappresentare il doom più classico e fascinoso in "Monstrum" e "Medusa", il rock-progressivo che si fa strada in "Perseus", la battagliera presenza di "Phorcus", la prestanza di "Steno" e dello strumentale "Altamir" (che vede la partecipazione di Thomas Hand Chaste, ex dei Death SS, dietro le pelli) e la monumentale conclusione affidata alla suite "Metamorphoses", caratterizzata da una sezione ambientale camaleontica, sono i pregi di un lavoro che — pur rimanendo saldamente ancorato al proprio credo, al voler vivere nell'ombra, lasciando le false luci della ribalta a chi accetta il compromesso — dimostra di avere attributi da vendere.

Chi segue già i The Black avrà con questo "Gorgoni" la sostanziale riprova che il tempo passa, ma la volontà e la posizione della band restano immutate. La formazione è una perla del suolo italico che va onorata, conosciuta e ascoltata a ripetizione, Di Donato come il maestro Bartocetti è un esempio da seguire per chi si avvicina al mondo del rock oscuro e l'acquisto ne è pertanto consigliato.

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