THE BLACK WIDOW’S PROJECT – Heavy Heart

THE BLACK WIDOW’S PROJECT – Heavy Heart

Informazioni
Gruppo: The Black Widow’s Project
Titolo: Heavy Heart
Anno: 2013
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Shitstem Records
Contatti: facebook.com/pages/THE-BLACK-WIDOWS-PROJECT-THE-BWP/332176216737
Autore: Mourning

Tracklist
1. Ha Ha Ha Uh
2. Devil’s Waiting For Us To Fail
3. Love’s A Weapon
4. Cold Snakes
5. The 5TH
6. Aint’ Gonna Tell You Lies
7. We Have To Be Free
8. These Little Pricks
9. Interlude
10. Got The Devil
11. Dead Man Walking
12. Spirits
13. Night’s Damp
14. Innerwar

DURATA: 52:29

Quante soddisfazioni ci da quella piccola terra chiamata Svizzera? Se dovessi elencare il numero di band, fra vecchie e nuove, che mi hanno esaltato, in questo momento mi toccherebbe aggiungere alla già folta lista il nome dei The Black Widow’s Project. Il trio proveniente da Ginevra è così composto: Al Castro alla voce e alla chitarra, Ralph Legenda al basso e Mathieu Sink nel ruolo di batterista. La formazione è nata di recente, infatti è il 2010 che li vede muovere i primi passi con la pubblicazione nello stesso anno dell’ep “Benefit Of The Doubt”. Per ascoltare qualcosa di più concreto e completo si è dovuto però attendere questo 2013 con l’opera prima “Heavy Heart”.

Quello che mi è piaciuto nel rock proposto dagli elvetici è che resta lontano dalle patinature e dalle mega produzioni che sembra stiano contagiando anche i rami più “genuini” del genere. Abbiamo a che fare con una creatura ruvida che in più di una circostanza ha mostrato di poter ricondurre a sé il feeling trasmesso da molti artisti, come ad esempio i primi Q.O.T.S.A. e Fu Manchu. Siamo davanti a una band con parecchia strada ancora da percorrere per regalarci l’album della vita, ma — grazie all’istinto — il lavoro risulta in più occasioni alquanto piacevole. Con l’accattivante “Ha Ha Ha Uh” posta in apertura, la semplice accoppiata di metà scaletta che vede succedersi “Aint’ Gonna Tell You Lies” e le movenze bluesy di “We Have To Be Free”, il groove insito in “Dead Man Walking” (nel quale filtrano sensazioni settantiane dirompenti) e il fascino senza tempo di una “Spirits” scura alla Alice In Chains, i The Black Widow’s Project ci consegnano ciò che basta e avanza per cibarci.

Non posso però negare il fatto che alle volte si percepisca una sorta di ripetitività e omogeneità nell’uso di alcune soluzioni che a lungo andare potrebbe infastidire qualcuno: in fin dei conti c’è sempre da ricordarsi che “Heavy Heart” è solo l’inizio ufficiale della loro storia e quindi avranno tutto il tempo di limare o cancellare tali difetti.

I The Black Widow’s Project con le quattordici tracce di “Heavy Heart” si sono presentati degnamente. Vedremo solo in futuro cosa ci attenderà ma, dalle premesse fornite da questo lavoro, c’è da essere ottimisti. Nell’attesa di novità all’orizzonte, l’ascolto dell’album è quantomeno consigliato a chiunque viva di pane e rock.

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