THE CLEARING PATH – Watershed Between Firmament And The Realm Of Hyperborea

 
Gruppo: The Clearing Path
Titolo: Watershed Between Firmament And The Realm Of Hyperborea
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: I, Voidhanger Records
Contatti:

Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Ankhtkheperura In Thee (A Mystical Enlightenment)
  2. The Pillars Of Creation
  3. Stargazer Oblivion
  4. This Stairway Will Carry Me Towards The Grandest Light
DURATA: 32:11
 

Avevamo già incontrato Gabriele Gramaglia ai tempi della recensione di Bosj riguardante il debutto del progetto Summit, ora ci troviamo invece di fronte al secondo disco che il musicista milanese rilascia firmato The Clearing Path. L'esordio "Watershed Between Earth And Firmament" risale ormai a tre anni fa e, da dove eravamo rimasti allora, possiamo riprendere il cammino con "Watershed Between Firmament And The Realm Of Hyperborea".

Il Nostro prosegue sul proprio sentiero esplorativo, ripudiando l'armonia delle normali e rigide strutture musicali, decostruendo e ricostruendo contorte e dissonanti evoluzioni sulla base di una ribollente matrice Black Metal, deformata da influssi progressivi e frenetici tempi dispari. Le divagazioni apocalittiche e maligne ricordano vagamente certi Deathspell Omega, seppure spogliati della vena sacrilega e cosparsi invero di un'acida propensione cosmica; vi sono momenti in cui aleggia lo spettro visionario degli Arcturus e altri dove potremmo pensare di avere a che fare con Ihsahn. In tutto ciò rimane però evidente quanto le strutture labirintiche edificate non siano in alcun modo manieristiche, sottolineando a più riprese le ottime qualità compositive di Gramaglia.

L'impressione a volte è che The Clearing Path sia lo sfogo di un flusso di coscienza ininterrotto, gravido di tensioni e creatività, tuttavia non di immediata comprensione; di certo la durata limitata dell'album (poco più di mezz'ora) ne rende più semplice l'assimilazione, pur rimanendo un lavoro complesso e di non facile fruizione. Va detto oltretutto che l'artista qui si dimostra molto intelligente nel non esasperare mai eccessivamente il lato più avanguardistico, rimanendo sempre dalla parte giusta di quella linea sottile che divide proposte sperimentali da indigeste accozzaglie di partiture asincrone, incollate assieme allo scopo di mascherare grandi mancanze di idee.

"Watershed Between Firmament And The Realm Of Hyperborea" è un esperimento audace ma equilibrato: un lavoro tortuoso e asimmetrico, evocativo ma profondamente ermetico, che per fortuna non sfocia mai nell'eccesso fine a se stesso. Occorrono tempo e concentrazione per cogliere le molteplici sfumature di tale opera, tuttavia non risulta affatto indigesta e credo che potrebbe essere apprezzata anche da chi non è particolarmente avvezzo a contorsionismi musicali estremi. E ora che siamo giunti al Reame Iperboreo, chissà quale potrebbe essere la nostra prossima tappa…

Facebook Comments