THE CURSE OF WENDIGO – Eclectic Tail

 
Gruppo: The Curse Of Wendigo
Titolo:  Eclectic Tail
Anno: 2012
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Destroy The Humanity Studios
Contatti: Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Here Comes Clint Eastwood
  2. Eclectic Tail
  3. Gloomy Friends
  4. Endless Hunger
  5. The Prodigal Son
  6. Fallen Treasures
DURATA: 32:36
 

Quando si pensa alla tradizione metallica dell'Europa orientale è fin troppo semplice fare riferimento al Death Metal o al Black Metal politicamente schierato; tolti gruppi più conosciuti come Stoned Jesus e Ethereal Riffian, risulta invece meno immediato collegare quell'area geografica a una scena Stoner/Doom, almeno per chi non sia un fanatico e attentissimo ricercatore di tali proposte.

I The Curse Of Wendigo sono un quintetto ucraino di nuova formazione che ha rilasciato, sul finire dello scorso anno, il proprio debutto intitolato "Eclectic Tail", il quale — seppur non privo di difetti — ci consegna un'opera ispirata alla mitologia nordamericana, tutto sommato personale e meritevole di attenzione.

"Eclectic Tail", "The Prodigal Son" e "Fallen Treasures" sono pezzi eretti su un solido riffing di natura Stoner/Doom che viene intervallato e amplificato da divagazioni psichedeliche (che rendono evidentemente merito a grandi maestri come Nebula), le quali risultano edificate al di sopra di fondamenta mistiche dai viscosi risvolti tantrici che si contorcono tra incalzanti saturazioni elettriche. Le venature meditative del lavoro emergono soprattutto in una traccia come "Gloomy Friend", un concentrato di cadenzate e ipnotiche pulsioni acide edulcorate da una salsa di estrazione sabbathiana che, in più di un'occasione, si tinge di forti colorazioni grigio acciaio implementate da una voce che risuona alternativamente pacata e causticamente tormentata. Proprio il tormento rabbioso appena menzionato esce prepotentemente allo scoperto in "Endless Hunger", la manifestazione più rude e grezza del disco: prendetemi pure per pazzo, ma in certi momenti mi sono persino trovato a riflettere su un malsano connubio tra la classica scuola del suono desertico e la natura più animalesca dei Venom che furono.

Certo, come avevo già accennato, "Eclectic Tail" non è una prova priva di difetti: l'insieme strumentale risulta talvolta poco coeso (e una produzione forse un po' troppo approssimativa non aiuta sotto questo aspetto) e la voce, in alcuni momenti, appare "zoppicante", non dimentichiamo però che i nostri sono soltanto alla prima uscita. A conti fatti quindi, il potenziale per fare ancora meglio c'è, soprattutto per quanto riguarda il lato psichedelico della proposta che, personalmente, spero venga valorizzato maggiormente nelle prossime occasioni.

Frattanto, se siete amanti di tale corrente musicale, buttate un orecchio su questo "Eclectic Tail": sarà un buon antipasto utile per iniziare a prendere confidenza con un pasto che nelle prossime portate potrebbe rivelarsi molto succulento.

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