THE DAWN BAND – Age Of Sentimentality

 
Gruppo: The Dawn Band
Titolo:  Age Of Sentimentality
Anno: 2011
Provenienza:  Germania
Etichetta: Elektrohasch Records
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TRACKLIST

  1. Love Is A Burglar
  2. City Lights (Shine On)
  3. Lost Soul At The Night Club
  4. Surfing The Big Wave [ Pt.I Bursting At The Seams] [Pt.II Out Into The Water] [Pt.III The Struggle (With The Wind Against Your Face And Salt In The Eye)]
  5. Boat Across The Ocean [Feat. Annick Michel]
  6. Siam
  7. Kussnacht
  8. Amour's Ark
  9. Lowey Dancing (Around The Midnight Bar)
  10. Love Is A Burglar (Reprise)
DURATA: 47:37
 

Quando il rock psichedelico si unisce all'attitudine post cosa vien fuori? La The Dawn Band. Il progetto del duo tedesco composto da Daniel Zerndl (chitarra, batteria, voce e sintetizzatore) e Martin Treppesch (chitarra, basso e sintetizzatore) è ciò che non ti aspetti di ritrovare in un roster come quello della Elektrohasch, non perché la formazione suoni male o sia poco affine alle proposte classiche prodotte dall'etichetta, più che altro la perplessità è legata a uno stile che risulta sì coinvolgente, ma a scaglioni.

È infatti evidente che l'ibrido "Age Of Sentimentality" abbia in sè una forte componente alt/post rock che lo rende particolarmente orecchiabile e capace di strizzare l'occhio al mainstream, d'altro canto è innegabile non riconoscere ai brani in scaletta le qualità sognanti, acustiche e in alcuni frangenti ridondanti che tanto sono care a chi segue l'etichetta teutonica.

Il lavoro offre parecchi spunti interessanti a partire dall'utilizzo dell'organo hammond per abbellire le tracce, orpello che riscontrerete sia in "Love Is A Burglar" che in "Boat Across The Ocean" peraltro adornata dalla partecipazione dietro al microfono di Annick Michel.

L'atmosfera grigiastra, melancolica e dolciastra che pervade il disco incanala il corso emotivo in direzione di una piacevole passeggiata in zona di mare della durata di tre quarti d'ora circa, momenti concitati e spumeggianti caratterizzano una "Lost Soul At The Night Club" anticipante una "Surfing The Big Wave" divisa per sensazioni e coinvolgimento tematico in tre movimenti contigui in cui è presente la preziosa intersezione solistica di Haris Turkanovic ("Pt.III").

Dopo il quinto episodio peraltro già citato, "Boat Across The Ocean", l'album scivola via senza troppi problemi e purtroppo anche privo di sobbalzi particolari, una colonna sonora che fa benissimo all'orecchio conducendolo gradevolmente sulla riva prima di tornare a casa, ma che, dopo un paio di passaggi nello stereo perde in parte il proprio fascino pur rimanendo comunque apprezzabile e adeguata a svolgere il compito d'assistente ogni volta che la si chiami in causa.

I The Dawn Band hanno in dotazione armi e qualità di pregio, il problema sta nel non aver ancora trovato una quadratura del cerchio che porti una continuità d'intento, gli alti e bassi di "Age Of Sentimentality" ne sono la dimostrazione. Un debutto che va ascoltato e preso per ciò che è: un dischetto niente male che ci farà attendere con interesse le mosse future della band.

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