THE DEAD – Ritual Executions

 
Gruppo: The Dead
Titolo:  Ritual Executions
Anno: 2009
Ristampa: 2010
Provenienza:  Australia
Etichetta: Diabolical Conquest Records
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TRACKLIST

  1. Burn Your Dead
  2. Cannibal Abattoir
  3. Centurion
  4. Born In A Grave
  5. Ritual Executions
  6. Blood Angel
  7. Death Metal Suicide
DURATA: 45:45
 

Capita ogni tanto che uno segua un'uscita, ma non riesca poi a prenderla perché prodotta in copia limitata e in tal caso un minimo di ritardo nel tentativo d'acquisto e si rimane con un palmo di naso. Avevo infatti conosciuto gli australiani The Dead come band senza contratto e l'intenzione di comprare "Ritual Executions" era nei miei pensieri. L'avevo pure inserito nella lista quando purtroppo dopo pochi giorni andò sold out, colpa forse mia e dell'averlo saputo con lieve ritardo o solo del buon seguito old school che fa la fortuna di questo tipo di band.

La Diabolical Conquest (sì, i ragazzi della 'zine) neonata etichetta ha deciso di pubblicare come prima produzione la ristampa di questo gioiellino del 2009 fornendolo di un nuovo artwork, l'autore è Mike Yee, libretto informativo a otto facciate e un lavoro dietro al mixer affidato niente meno che a uno dei geni del male del death metal, uno dei membri dei blasfemici Portal: Aphotic Mote.

È un salto indietro di vent'anni, inutile dire che suona puramente vecchio, marcio e che le influenze del trio composto da Mike Yee (voce), Adam Keheler (basso e chitarra) e Chris Morse (batteria) sono quanto di più eccitante per un fan del metallo della morte primordiale. Una miscela death fortemente incline al doom che fa sì che gli Autopsy incontrino gli Electric Wizard o in certi fraseggi i Coffins si schierino in supporto di ritmiche battagliere alla Bolt Thrower, in pratica una carneficina che difficilmente lascia segno del proprio passaggio risucchiando all'interno della sua scia nera anche i corpi dei caduti.

La scaletta, appena sette pezzi, sette colpi di machete assestati in maniera diversa sull'ascoltatore e ve ne renderete conto da soli in quanto brani come "Centurion" e "Burn Your Dead" sono strutturati usando movenze alquanto incisive, ma lineari, cattive, ma senza particolari ricerche nell'esecuzione, cosa che invece avviene in altri episodi vedasi "Cannibal Abattoir" nella quale il drumming offre una delle prove più pressanti e dinamicamente significative, "Born In A Grave" che se quando spinge sull'acceleratore fa veramente tanto ma tanto male con un Mike che mostra vocalmente anche un growl graffiato vomitante orrore, al contrario nel momento in cui allenta la presa ti fa gridare: cazzo Reifert ha fatto scuola, così sì che suona alla Autopsy!.

Nota a parte va fatta per l'ultima gemma in scaletta, quella "Death Metal Suicide" strumentale che sembra uscita da un viaggio negli anni Settanta drogati e allucinati. La traccia è stupenda godendo ancor di più del fatto che viene annerita e incattivita dalla robustezza death che le viene conferita.

Inutile continuare a proferire parola alcuna, qui c'è solo da mettere mano al portafogli e far vostra una copia di "Ritual Executions". In attesa di un prossimo lavoro dei The Dead, seguite le uscite della Diabolical Conquest, le premesse sembrano delle migliori e la direzione intrapresa dovrebbe regalare l'emozioni che ogni old schooler che si rispetti ricerca.

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