THE DOGS – Death By Drowning

 
Gruppo: The Dogs
Titolo: Death By Drowning
Anno: 2017
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Drabant Music
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TRACKLIST

  1. Oslo
  2. All Of Us Kids Were Accidents
  3. Why Is The Flesh So Strong
  4. Declaration Of Isolation
  5. Please Say Something
  6. Where The Circle Joins
  7. Stay Under Water
  8. It Still Hurts
  9. Get Away From Me
  10. The Rain Held A Thousand Needles
DURATA: 35:16
 

Quando in redazione è arrivata la richiesta di recensire il nuovo album dei The Dogs, ammetto di aver inizialmente pensato a un gruppo omonimo. Non mi sembrava possibile che quei meravigliosi pazzi scatenati di Oslo, visti di supporto ai Kvelertak il 17 ottobre scorso, potessero essersi messi già al lavoro su un nuovo disco: del resto, l'ultimo "Swamp Gospel Promises" è stato pubblicato solo nel gennaio 2016… mi sembrava davvero troppo presto. Nel momento in cui ho scoperto che invece erano proprio loro, quei sei norvegesi dediti a un accattivante garage-punk che si sono anche aggiudicati un posto nella mia personale top 30 dei dischi del 2016, ho come avuto una specie di crisi isterica e immediatamente deciso che me ne sarei occupata io.

Perdonate l'antifona forse un po' prosaica, il punto è che la band mi piace davvero molto ed è un piacere mettere mano e orecchio al nuovissimo "Death By Drowning". Tra l'altro, va detto che in realtà i The Dogs sfornano un disco all'anno dal 2014, quindi la pubblicazione di un lavoro nuovo così presto non appare più tanto assurda.

Dieci tracce, la prima delle quali è la breve, energica e incisiva "Oslo", con la quale i Nostri si presentano a chi ancora non li conoscesse in modo crudo e diretto. Due minuti e mezzo farciti di parti vocali arrabbiate (quasi gridate), organo in sottofondo e un — se così possiamo chiamarlo — ritornello che continua a martellarti il cervello anche dopo aver rimesso il disco nella sua custodia; dopodiché si passa al pezzo numero due, il cui titolo risveglia il doom che è in noi tutti: "All Of Us Kids Were Accidents". Una struttura più lineare che incontreremo anche nella successiva "Why Is The Flesh So Strong", le cui caratteristiche principali sono un ritmo decisamente più lento e una linea vocale profonda, sebbene comunque distorta, e in un certo senso anche drammatica, contornata da cambi di accordi che ti catturano in un vortice e praticamente costringono a cantare con Kris. Lo definirei un brano dotato di una certa epicità, un po' per i cori finali e un po' per l'accompagnamento strumentale: provare per credere. Un andamento simile lo troviamo anche in "It Still Hurts", un pezzo dal testo struggente dedicato a un padre venuto a mancare e alla sua assenza che ancora si fa sentire, che ancora ferisce.

Assoli quasi hard rock su base pop-punk ("Declaration Of Isolation"), un'armonica a bocca che si erge a ruolo di protagonista ("Please Say Something") e di nuovo influenze rock ("Where The Circle Joins") ci fanno capire in maniera inequivocabile che qui ci sono spunti in abbondanza. La voce si fa di nuovo aggressiva in "Stay Under Water", il cui punto di forza sono i cori; con "Get Away From Me" torno improvvisamente — anche se solo per un paio di minuti scarsi — al pop-punk degli anni Novanta, quando tutti andavamo in giro vestiti un po' come capitava (non che ora sia cambiato poi molto). "The Rain Held A Thousand Needles" chiude le danze con il ritorno dell'armonica, un piano che rende il tutto un po' più classico e serioso e con parole di incoraggiamento: «Live, you that do, live».

E insomma, poco c'è da dire, se non che i The Dogs l'hanno fatto di nuovo, hanno tirato fuori un altro album che, già lo so, partirà in loop per giorni sul mio pc e/o sul mio cellulare. Se le premesse sono queste mi sa che li rivedrò di nuovo nella mia top 30 di fine anno; nel frattempo aspetto un altro live con ansia e — anche se ciò potrebbe nuovamente significare peni all'aria — stavolta sarò preparata e terrò a mente, oltre all'innegabile carisma di cui la band è capace dal vivo, gli abbracci che probabilmente tutti i presenti riceveranno a fine serata.

Tornate presto.

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