THE ERKONAUTS – I Did Something Bad

 
Gruppo: The Erkonauts
Titolo: I Did Something Bad
Anno: 2015
Ristampa: 2016
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Kaotoxin Records
Contatti:

Sito web  Facebook  Twitter  Soundcloud  Youtube  Bandcamp  Last.fm

 

TRACKLIST

  1. The Great Ass Poopery
  2. Tony 5
  3. All The Girls Should Die
  4. Nola
  5. Dominium Mundi
  6. Hamster's Ghosthouse
  7. Gog
  8. Your Wife
  9. 9 Is Better Than 8
  10. Machine
  11. Culbutos
DURATA: 53:10
 

In quest'ultimo periodo ho letto e discusso spesso con gli amici di come il metal si sia sdoganato, di quanto si parli di corruzione del genere, rinuncia all'attitudine e via discorrendo. Da un lato ciò è vero in alcuni casi, dall'altro è altrettanto evidente che esistono proposte dotate di una fruibilità alta, ma sulle quali non troverete posto un cartellino con la scritta «in vendita». I The Erkonauts rientrano sicuramente fra queste ultime

Gli Svizzeri si lanciano sulla scena melodici, scatenati, alternativi e carichi di groove con "I Did Something Bad", infilando una serie di canzoni tossicamente amabili sin dal primo ascolto. Sono una trottola impazzita che attinge da panorami musicali differenti, si va dai Suicidal Tendencies (e i figliocci Infectious Grooves) ai Deadsoul Tribe, dai Primus ai Jane's Addiction, passando per Metallica, Mastodon, Orange Goblin, Mudvayne e memorie settantiane alla Pink Floyd.

In scaletta incrociamo brani dal piglio moderno, perfetti nell'infondere atmosfera, sia calcando la mano con il groove di "Tony 5" sia facendo affiorare una vena psichedelica calda e avvolgente in "Hamster's Ghosthouse". I Nostri si rivelano cattivi e capaci di mostrare denti e caparbietà in "The Great Ass Poopery", "Nola", "Dominium Mundi" e nella più indiavolata "Machine" (una delle due tracce non presenti nella versione «do it yourself» del disco, l'altra è la conclusiva "Culbutos"), mentre il loro lato più dolciastro e genuino emerge in "All The Girls Should Die" e "Your Wife".

La band è travolgente, la prestazione del cantante-bassista Ales Campanelli (Djiozes ed ex Sybreed) è spettacolare, ma è difficile parlare in toni minori del resto di un gruppo che non permette alla noia di farci visita per oltre cinquanta minuti. I pezzi alternano in sequenza botte di pura violenza e fraseggi allentati e melodicamente fascianti, supportati da una resa sonora splendida grazie all'ottima produzione affiabbiata all'album da Thomas "Drop" Betrisey (anch'egli ex Sybreed e attuale bassista dei Samael), coinvolto pure in sede vocale all'interno di "Nola" e "9 Is Better Than 8" (mazzata alla quale aggiunge un tocco esotico utilizzando l'ukulele).

"I Did Something Bad" si candida a ricoprire il ruolo di acquisto sicuro, è un lavoro che lascia un segno netto del proprio passaggio e che pur rivolgendosi espressamente a coloro i quali si gettano all'ascolto di uscite alternative senza paraorecchi, potrebbe comunque riuscire nell'attirare gli spietati ricercatori di buona musica. In fin dei conti la creatura The Erkonauts ne possiede davvero tanta.

Facebook Comments