THE EYE OF TIME – The Eye Of Time

Informazioni
Gruppo: The Eye Of Time
Titolo: The Eye Of Time
Anno: 2012
Provenienza: Francia
Etichetta: Denovali Records
Contatti: myspace.com/theeyeoftime
Autore: Mourning

Tracklist “After Us”
1. Intro
2. I Hate Your Fucking Eyes
3. Time Is Watching Me
4. My Hate Is A Gun, See The Smile On My Face
5. After Us
6. Don’t Cry Little Child, Don’t Watch Your Future Life…
7. Birds And Lands
8. My Hope Took The Road
9. What Am I Less? What Took The Road?
10. Away And Lost, I Cry The Error
11. Outro

Tracklist “Jail / Lily On The Valley”:
1. Let’s Party To The Death’s Birthday!
2. Time Has Come
3. Comfort, Design And Graves
4. Once They Where Happy And Brought The Nothingness
5. The Distance Between You And The Rest
6. 000007091981151723031994
7. Begin, Wait, Watch, Play
8. Use Your Wings For What They Are
9. Monsters Usually Wear Uniforms

DURATA: 1:54:51

Comporre un disco non è cosa semplice, mettere la testa fuori dalle produzioni di massa neanche, passare dall’essere un membro attivo della scena punk/hardcore al divenire un elegante e alquanto brillante artista nell’ambito elettronico e post-rock e tutta un’altra cosa.
Eppure Marc Euvrie, la mente che si cela dietro il progetto “The Eye Of Time”, non solo è riuscito nell’intento ma ha pure prodotto in un sol colpo un debutto particolarmente maturo, formato da ben due dischi a loro volta suddivisi in tre capitoli distinti nominati “After Us”, “Jail” e “Lily On The Valley” il cui processo di scrittura ebbe inizio nel 2005 per concludersi nel 2008 e li ritroviamo oggi in unica soluzione riuniti sotto il titolo omonimo prodotto dalla Denovali Records.
La musica di Marc è inquietante, è un viaggio fatto di tappe per lo più poco piacevoli dato che fattori come la depressione, la perdita di speranza e la mancanza di voglia di lottare sembrano permeare le atmosfere di una massa considerevole delle tracce.
È una raffigurazione decadente ma alquanto multisfaccettata sia per forma che per colore quella che viene esposta, immaginate una tela nella quale col passare del tempo i tratti si modifichino assumendo connotazioni maggiormente grigio/nere con sfumature verde scuro, come se passo dopo passo il fondo di un abisso inizialmente infinito delineasse un punto d’arrivo sul quale non avrete altra via d’uscita se non lo schianto e la conseguente fine.
Non è un caso infatti che la prima parte del lavoro altamente dotata di fraseggi sinfonici inneschi una sensazione di lenta ma accurata persecuzione di una morte che attende solo il momento propizio per rapire l’alito di vita che continua ad opporvisi e lo stridere di “My Hate Is A Gun, See The Smile On My Face” nella quale il beat elettronico e il ritualismo organistico si scontrano evidenzia un presagio oscuro che si sta radicando, crescendo sino a far pensare all’autore di utilizzare una frase chiaramente significativa come “don’t cry little Child, don’t watch your future life…”, Cosa l’attende in futuro? C’è un futuro?
Uno stacco però c’è e si nota, è palese che le opere prime, “Jail” e “Lily On The Valley”, godano ancora di una flebile speranza, il quadro è apocalittico ma i toni e le incursioni industriali che s’incrociano col post-rock e le fasi da trip-hop, divenute esasperate nell’agonizzare il sound in “After Us”, aprono spiragli a una momentanea bellezza e alla ricerca di fraseggi quieti che esprimendo malinconia e voglia di passare oltre vedono ancora probabilmente il trapasso non esclusivamente come una via di fuga.
Interessanti in tal senso l’ironica “Let’s Party To The Death’s Birthday” e la critica accesa di “Comfort Design And Graves” che insieme alla completezza espressiva ed emotiva di “The Distance Between You And The Rest” segnano i momenti culmine del secondo cd.
A dir poco grandioso l’operato in fase di produzione e missaggio a opera di Antoine Quoniam e quello artistico nel curare la parte grafica affidato a Thomas Hack, il digipak apribile corredato di booklet (28 pagine) è per scelta cromatica e consistenza estremamente perfetto.
Sono impressionato dal mastodontico sforzo dei The Eye Of Time, l’album entra a far parte di quelli che si possono considerare acquisti mirati e che guadagneranno valore col tempo, se non vi colpisse al primo tentativo non mollate la presa, è complicato entrarvi in contatto dopo un solo ascolto, ha bisogno di crescere e crescere, una volta che avrete trovato la vostra chiave di volta non potrete più farne a meno, stupendo!

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