THE FËRTILITY CÜLT – Eschatology

 
Gruppo: The Fërtility Cült
Titolo:  Eschatology
Anno: 2010
Provenienza:   Finlandia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Cosmic Kaishakunin
  2. Into The Sacred Grove
  3. Rheopolis
  4. Völkerwanderung
  5. Return To The End Of The Beginning
DURATA: 47:46
 

Sono finlandesi i The Fërtility Cült, suonano un doom/stoner seventies con un'attitudine da jam session continua, psichedelia galleggiante e un sound fra l'horrorifico e il classico oscuro mood sabbathiano. 

Immaginate una droga letale fatta di Black Sabbath, Sleep, Electric Wizard, le venature psych di gente come Floyd, l'uso dell'organo in stile Deep Purple/Floyd e tanta libertà hendrixiana, quale può essere la risultante di un incrocio simile se non qualcosa di altamente esplosivo? "Eschatology" è come un bong messo lì davanti al vostro naso pronto a esser utilizzato, vogliono aprire all'interno della vostra mente passaggi ultradimensionali con scappatoie annesse da una normalità stringente e abitudinaria. 

Le note sono vibranti, il doom nella sua versione più classica e suadente viene costantemente imbastardito da fughe atmosferiche nebbiose che alterano lo stato emozionale, in questo le cinque tracce tutte di lunga durata riescono benissimo, non c'è altra via se non quella di seguire la corrente, è un go with the flow che tocca i suoi apici massimi quando le intrusioni accattivanti del sassofono di Ryhänen lasciano impronta. 

Il trio strumentale canonico formato da Kaila (basso/voce), Kimmel (chitarre) e Makinen (batterista) si completa con il sassofonista, la macchina con cui attraversare lo spazio e il tempo è pronta, infilano una hit dopo l'altra riuscendo a dar vita a canzoni caratterialmente ed espositivamente diverse, se c'è una cosa che non manca a questi finnici è personalità e il sapersi mettere in gioco. 

Episodi come l'opener "Cosmic Kaishakunin", "Rheopolis" e "Völkerwanderung" racchiudono il modo d'intendere la musica dei The Fërtility Cült, viene generata da un incontro di menti che si elettrizza e istintivamente modella le composizioni evitando schemi e metodologie prefissate, sono la passione e il lavoro jam-oriented a far evolvere il nucleo iniziale. Non c'è quindi nessuna direzione precisa da percorrere, piuttosto un'estrema voglia di divertirsi innalzando un suono però maturo e ricco di sfaccettature, fuzz-groove e una coltre psichedelica in cui la voce di Kaila serpeggia ritagliandosi gli spazi vitali più consoni, aiutati e supportati dalle fantastiche rifiniture d'organo donate da Antti Loponen. 

Il disco è un autoprodotto ma come sempre più spesso avviene è facile trovarsi fra le mani un prodotto dalle indubbie qualità, anche grazie a un operato dietro al mixer fatto con i dovuti accorgimenti, pulito e molto più che semplicemente apprezzabile, ogni peculiarità di "Eschatology" è definita e piacevolmente ascoltabile. 

Dal punto di vista grafico, presentano un digipak dai toni scuri dove il rosso e il nero sono i colori dominanti, la raffigurazione di due sacerdotesse devote al culto di demiurghi lascivi il tutto in salsa Black Sabbath, cito le parole descrittive impresse sullo space della formazione per chiarire al meglio il concetto:

A band of astral travellers and planewalkers fulfilling pledges to preternatural cosmic cow deities and hypersensual fertility priestesses channeling aural psychotropic revelations from time immemorial through subterranean cults of clandestine rites of fervent nefarious fluid exchanges taking place in ancient isthmic necropolises inhabited by keepers of arcane legacies of feline-headed copulatress hierophants practicing idolatry of lascivious demiurge vixens while listening to Black Sabbath.

Beh, un giorno spero di partecipare anch'io a uno di questi rituali dotati di questo tipo d'incitamento sonoro, nel frattempo mi consolo mandando per l'ennesima volta on air "Eschatology", se non l'avete ancora fatto, non perdete altro tempo il viaggio deve pur aver inizio, press play please!!!

 

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