THE FËRTILITY CÜLT – Heavenly Bodies

THE FËRTILITY CÜLT – Heavenly Bodies

 
Gruppo: The Fërtility Cült
Titolo:  Heavenly Bodies
Anno: 2013
Provenienza:   Finlandia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Summoning Of The Cült
  2. The Seeress
  3. Syzygies
  4. Ishtar Rising
  5. Hystera Theas (I. Oion / II. Embryon / III. Amnion / IV. Genesis)
DURATA: 51:53
 

Ci sono momenti in cui mi sento come un disco rotto che ripete sempre la stessa traccia incantandosi: sarà che dopo aver ascoltato certi lavori la domanda che viene a galla è sempre la solita e ti lascia perplesso. Sì, è un po' che il mio lettore macina la seconda fatica dei finnici The Fërtility Cült, band che avevamo già avuto modo di apprezzare grazie al debutto "Eschatology". Il gruppo ancora adesso, dopo aver usufruito delle migliorie apportate a un sound che di per sé era già in grado di tener testa a molti nomi blasonati, si ritrova inserito nel sottobosco delle autoproduzioni, avvalorando la tesi che le case discografiche ci vedano poco, o peggio preferiscano produrre lavori "col ciuffo" e non opere d'arte.

La mia reazione è esagerata? Può darsi sia così, però "Heavenly Bodies" nei suoi oltre cinquanta minuti ritengo dia una chiara dimostrazione di quanto sia importante possedere talento, ma ancor più di quanto sia fondamentale saperlo sfruttare per far sì che un'idea di base diventi un disegno completo e rifinito: è questo che fa emergere prepotentemente il quintetto di Tampere rispetto ai tantissimi loro colleghi piacevolmente cristallizzati nel proporre un classico doom di stampo univocamente psych-sabbathiano.

Intendiamoci, è innegabile che gli anni Settanta e un certo tipo di doom atmosferico siano le fondamenta sulle quali i The Fërtility Cült hanno costruito mattone dopo mattone la loro strada ed è altrettanto palese che la sensazione d'innata libertà racchiusa in "Eschatology" sia stata tramandata ai nuovi episodi: se le referenze-influenze — alle quali potrei aggiungere anche il nome degli Hypnos 69 — sono quelle del passato, ciò che invece è stato levigato e affinato è il modo in cui la formazione esplora il territorio melodico, divenuto ancora più denso d'emozione (malinconia e spiritualità a go go) e ricco di fascino.

"Heavenly Bodies" è strumentalmente incantevole, con la sublime accoppiata composta dal sax di Ryhänen — sempre più presente e vario nella sua performance — e l'organo-piano di Solismaa, figura immancabilmente pronta a rifinire lo scenario in corso e abile nel mantenere viva quell'aura ancestrale-psichedelica fondamentale per intraprendere il percorso galattico segnalatoci di episodio in episodio dai The Fërtility Cült. 

In tutta sincerità, credo che questo lavoro sia talmente ben fatto e appassionante da trovare gradevole il problema d'indicarvi quale pezzo sia il più bello o quale brano dovreste tenere in considerazione per un approfondimento: in ogni traccia infatti v'imbatterete nelle peculiarità specifiche che rendono il disco così appetibili all'orecchio.

La produzione e l'aspetto grafico sono orpelli che non vanno dimenticati: la prima ancora una volta garantisce quel supporto pulito e chiaro capace di valorizzare sia il singolo passaggio che la totalità del complesso; la seconda invece fornisce quel tocco di antico e genuino che non smentisce il carattere distintivo-istintivo della proposta.

"Heavenly Bodies" è un secondo centro pieno e i The Fërtility Cült danno riprova d'essere maturi e preparati per conquistare ancora spazio in un panorama che si sta rivelando alquanto competitivo: mi auguro pertanto che gli "esperti del settore" si accorgano della bontà racchiusa nella musica dei finnici e diano loro una chance. Di certo noi non attenderemo i responsi delle etichette, quindi il mio suggerimento senza ombra di dubbio è: comprate, comprate, comprate quest'album!

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Un pensiero riguardo “THE FËRTILITY CÜLT – Heavenly Bodies

  • 6 Gennaio 2014 in 13:50
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    Come detto in privata sede, il disco sembra davvero una discreta figata. Vedrò di recuperare qualcosa di questa band.

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