THE FORESHADOWING – Oionos

Gruppo:The Foreshadowing
Titolo:Oionos
Anno:2010
Provenienza:Italia
Etichetta:Cyclone Empire
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TRACKLIST

  1. The Dawning
  2. Outsiders
  3. Oionos
  4. Fallen Reign
  5. Soliloquium
  6. Lost Humanity
  7. Survivors Sleep
  8. Chant Of Widows
  9. Hope. She’s In The Water
  10. Russians [cover Sting]
  11. Revelation
DURATA:59:49

I The Foreshadowing sono ormai una realtà a tutti gli effetti: dopo la prova offerta con Days Of Nothing, si attendeva da loro la conferma che non fossero un fuoco di paglia ed ecco che gentilmente i romani spiattellano un Oionos che va ben oltre le più rosee aspettative. L’album d’esordio era valido, ma sulla lunga distanza palesava la presenza di cali d’interesse legati ad alcuni episodi non proprio eccelsi, tirandosi avanti più per un complesso ben orchestrato che altro; con l’ultima fatica questa “noia” è stata eliminata.

Nella sua ora di durata Oionos mette a proprio agio l’ascoltatore, cullandolo a più riprese, conducendolo attraverso sentieri dove si incontrano il colore ambra della malinconia secolare e il grigio delle giornate uggiose, fondendosi, creando una combinazione emotiva forte e trascinante. I Paradise Lost più intensi abbinati ai Katatonia ispirati dell’era di mezzo e la ritualità evocativa dei Novembre s’impossessano della tracce a più riprese, senza però che ne diventino guida unica. La mano della band nella costruzione e nelle scelte intraprese come prosieguo della strada battuta con Days Of Nothing evidenzia una maturità ormai in pieno possesso.

I brani si muovono perlopiù su down-tempo, facendo sì che una sorta di omogeneità si trasmetta, un viaggio nell’oblio dove la dimenticanza del dolore intimo si cura col fiore di loto che il pensiero cancella. Questa è l’immagine perduta che si viene a creare fra le rovine delle note scandite da “Outsiders”, “Fallen Reign” o “Hope. She’s In The Water”, lì dove la dolcezza di una carezza data per affievolire un ricordo che affiora triste ha il compito unico di porsi per quello che è, senza secondi fini. “Survivors Of Sleep” è delicatamente vigorosa nella sua soffusa aura, piano e voce anticipano l’unico pezzo, “Chant Of Widows”, che movimenterà la situazione, cambiando leggermente le dinamiche e i tempi, vivacizzandoli nel tentativo di dare una scossa al disco, risvegliandolo seppur momentaneamente da quel salutare torpore che rientrerà nei ranghi appena giunta la conclusione.

È sorprendente come i The Foreshadowing abbiano interpretato con piacevole disinvoltura e senza stravolgimenti eccessivi “Russians” di Sting, uno dei cavalli di battaglia dell’ex-cantante dei Police, contenuto in The Dream Of The Blue Turtles del 1985, ricordando ancora una volta ai più che la musica va vissuta a 360°.

Esecutivamente parlando, la band rasenta la perfezione, lo stile e lo sviluppo del lavoro hanno bisogno di una serie ripetuta di ascolti per essere compresi appieno nelle varie sfumature che esaltano le tracce. Il cantante è l’uomo che fa la differenza, la prova di Marco Benevento è perfetta, la sua voce calda e suadente con quel tocco melancolico naturale che la contraddistingue ricorda molto la passionalità scura della dark-wave anni Ottanta. In quel periodo la musica veniva resa ancor più tristemente intensa, passionale e scura da interpreti con una vocalità che si distingueva per calore e capacità di trasmettere emozioni; la tecnica non è tutto e ciò alle volte lo si dimentica volentieri. Altro aspetto che ha colpito nel segno è l’uso delle tastiere: gli innesti sono presenti e mai ingombranti, pronti a intervenire quando serve, ritagliandosi angoli e spazi della scena senza rubarla o rendersi irritanti più del dovuto, il che impreziosisce ulteriormente il già elegante andare di “Oionos”.

C’è poi un legame strano che mi porta a riscontrare la presenza dei Dark Tranquillity in quest’uscita. La band di Stanne & Co. — come gli Opeth — viene citata nelle linee vocali così come nell’atmosfera che la scaletta pian piano va rilasciando e con l’aumentare dei giri nello stereo queste piccolezze da nulla risultano talmente gradevoli da divenire valore aggiunto.

Non posso esimermi dal dire: comprate Oionos! Oltre a supportare una formazione nostrana di una qualità superiore, ormai per dato di fatto, è talmente tanto il piacere che il disco diffonde che ogni appassionato del genere non dovrebbe proprio farselo scappare, poiché sarebbe un reale quanto ingenuo peccato.

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