THE GARDNERZ – It All Fades

 
Gruppo: The Gardnerz
Titolo:  It All Fades
Anno: 2012
Provenienza:   Svezia
Etichetta: Abyss Records
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TRACKLIST

  1. Don't Look Back
  2. A Horrible Disease
  3. Transilvanian Hunger [cover Darkthrone]
  4. It All Fades
  5. Melatonin
  6. Erasing Bad Specimen
DURATA: 35:57
 

I The Gardnerz erano approdati su Aristocrazia quando il primo album "The System Of Nature" mi fu inviato da Wilhelm in forma ancora autoprodotta, successivamente entrarono a far parte del roster della Abyss Records, la stessa etichetta che supporta la loro seconda uscita, l'ep "It All Fades".

Il mini album contenente cinque inediti e una cover è l'evoluzione che ci si attendeva da una band doom/death dalla più che discreta impronta personale, ritroviamo infatti sia la corrosività che la prestanza del metallo della morte di stampo scandinavo, la madre patria Svezia è evidente anche se qualche reminiscenza finnica qua e là la si può percepire. È aumentato invece il tasso di elementi progressivi sia per quanto concerne la composizione del riffing — lievemente più intricato ma capace di destreggiarsi adeguatamente tra sensazioni puramente metalliche e altre devote al versante acustico, con la conseguenza di accrescere il fattore limpidezza all'interno dei brani — sia per ciò che riguarda l'aspetto prettamente atmosferico adesso ancor più vario e intrigante.

I brani si muovono su queste coordinate dando più o meno libero sfogo alla natura primordiale, combinandola sempre e comunque con questa tendenza ad ammorbidirsi e divenire dolciastri ma mai melensi, "Don't Look Back" è l'esempio lampante di come la band abbia lavorato particolarmente sulla tessitura di trame capaci di divincolarsi agevolmente mutando forma e sostanza in corsa, mentre la personale riproposizione dei Darkthrone dell'immortale "Transilvanian Hunger" è una lezione di classe e personalità che andrebbe schiaffata in faccia alle miriadi di cover band che non riescono ad andare oltre la banale imitazione dell'originale.

La canzone viene stravolta, il gelo stringente diviene malinconia dominante, le schegge chitarristiche del riffato tramutate in un'esibizione folkloristica delicata, le è stata fornita nuova linfa vitale e la prestazione della cantante Paulina Strihavka — che si presterà anche per le seconde voci nella titletrack — è sublime. L'interpretazione data alle liriche scritte da Fenriz è suadente e talmente delicata in certi tratti da sfiorare il cullante, eppure ascoltandola bene noterete che la musica sia quella, pur sempre la "Transilvanian Hunger" che amiamo.

I The Gardnerz hanno fatto un bel passo in avanti, le basi che avevano piantato con il debutto erano già quadrate e perfette per sostenere le qualità artistiche di buona fattura insite nel combo svedese, adesso questa svolta così ampiamente dedita a dar spazio a sonorità di mezzo fa sì che nel complesso tutto l'organismo musicale ne riceva guadagno, andando avanti nell'ascolto infatti avrete modo di apprezzare anche capitoli come "Melatonin" e "Erasing Bad Specimen" nei quali l'aura classica e uno strato di desolazione aggiuntivo si uniscono alla compagnia sinora offerta.

Guardando avanti non posso che attendere con ansia l'uscita del secondo lavoro di questa formazione, augurandomi che le modifiche apportate in questo "It All Fades" — anche in sede di produzione noterete un progresso importante per quanto riguarda la resa e cura sia dei suoni — trovino ulteriore sviluppo e maturazione, pertanto non mi resta che consigliarvi caldamente l'acquisto di questo piccolo gioiellino.

 

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